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L'incontro tra Annibale e Scipione nove anni dopo Zama. Il tragico e commovente epilogo del delicato amore che legò l'anziano Michelangelo alla poetessa Vittoria Colonna. Una misteriosa spada d'oro protagonista di un giallo tra archeologia e politica internazionale. Un vasaio dell'antica Atene inconsapevole artefice della condanna del grande Alcibiade... Valerio Massimo Manfredi, autore di celebri romanzi storici, si cimenta con la forma del racconto, regalandoci questi tredici gioielli della narrativa breve. Che siano ambientati nell'antica Grecia o tra le due guerre, nelle corti rinascimentali o in una centrale nucleare all'alba del 2000, queste storie rivelano tutta la straordinaria capacità di Manfredi di rendere la Storia sempre attuale. E di rivelarci come, si tratti di famosi poeti o di rudi contadini, di operai o di celebri condottieri, il cuore dell'uomo resti immutato attraverso i secoli, con le sue passioni, le sue miserie e le sue grandezze.
I cento cavalieri; Hotel Bruni; Ortensia; L'ora di notte; La statua di neve; Il vasaio di Acarne; Turno di notte; La spada d'oro; La strada; L'epigrafista; Il kriss di Emilio; De imperio; Il tesoro del Suphan.
21/06/2007
Tanti racconti, tra i quali spiccano solo ''la strada'' e '' il tesoro del Suphan'', le altre storie sono poco appassionanti e avvincenti. Forse la storia ''Hotel Buni'' è troppo simile a quella dei ''Malavoglia'' del Verga
10/08/2006
Questo libro di racconti mi sembra un pò discontinuo, soprattutto per tema, ma bisogna tener conto del fatto che esso è una raccolta di brani presi da diverse parti, inoltre tutte le opere sembrano buone e alcune (vedi ''La strada'') sono davvero entusiasmanti e assolutamente non banali. Comunque preferisco il Manfredi dei romanzi storici, dove il suo stile è davvero superbo.
05/08/2006
Italo - italo_da_b@yahoo.it
L'episodio del ''Vasaio di Acarne'' e' eccezionale, da solo regge il valore di tutto il libro. Un tizio commissiona un vaso con delle scene trasgressive per incastrare un uomo al suo processo, ma il vasaio stesso, accortosi dell'inganno, riesce a salvare la vittima. Il testo e' scorrevole ed e' scritto con la dovuta economia di vocaboli ricercati, inoltre lo stile dell'autore indica un' impressionante cultura classica. Anche se avrei preferito un finale diverso per alcuni racconti, questo libro rappresenta una buona testimonianza di come si puo' associare in maniera eccellente il genere Fantasy con quello del romanzo storico, rispolverando con la memoria una ''Legge Arcana'' che illumina quei momenti magici dei nostri affezionatissimi lettori.
20/04/2006
Non è sicuramente all'altezza degli altri libri di Manfredi, però alcuni racconti sono veramente stupendi! Mi riferisco a '' Hotel Bruni'' e soprattutto il bellissimo e avvincente '' LA STRADA''....ce ne sono altri 2-3 carini ma tutti gli altri sono un pò deludenti.....Tuttavia resta un libro apprezzabile secondo me.
14/04/2006
Nonostante non mi piacciano i libri a racconti, alcuni di questi sono molto belli. Ma altri sono veramente brutti da leggere, e quindi il libro non risulta coinvolgente, a differenza dell' ultima legione
16/02/2006
Questa raccolta di racconti, alcuni un po' surreali, non mi ha entusiasmata. Non è il Manfredi che adoro. Peccato.
13/02/2006
fabio - oibaf66@alice.it
Titolo molto ingannevole,sfrutta il suo nome ma il libro non è all'altezza,sconsigliato
26/05/2005
Avvicente, ma decisamente inferiore ai romanzi dello stesso autore. Troppo ingannevole è, inoltre, la copertina, che non rende affatto l'idea dei temi e del contenuto del libro.
20/01/2003
vittorio - kleev@libero.it
Lo stile è sempre il suo,quindi godibilissimo, ma sembra di percepire al fondo una volontà di sperimentazione in questi racconti che non c'è nei romanzi. Alcuni lavori come ''hotel bruni'' meriterebbero un plauso generale altri come ''la statua di neve'' o ''L'ora di notte'' oltre che banali e prevedibili sembrano davvero alla ricerca di qualcosa che non trova sbocco. Io però parlo da umile lettore senza pretese.Manfredi rimane un ottimo narratore e i racconti sono piacevoli. La copertina è una bufala commerciale talmente grossa che da fastidio, avrei preferito più onestà ma si sa: esigenze di vendita.Inoltre avrei preferito un'altra veste anche per avere un atteggiamento diverso nei confronti delle aspettative che il libro suscita. Meglio un Manfredi che semplicemente scrive per se stesso e il piacere di scrivere che un Manfredi che per forza di cose, deve dimostrarsi sempre insuperato o sempre ''stile manfredi''.
10/12/2002
Forse perchè thriller archeologico o romanzo storico fanno ormai ben rima con Valerio Massimo Manfredi, e altri temi affrontati o la brevità dei racconti non gli si addicono, questa volta sono rimasto un po’ deluso. La copertina e il titolo sono un po’ ingannevoli, specie per chi come me, è abituato a leggere le opere di VMM.
29/11/2002
Dopo aver letto questi racconti ho capito quanta strada debba ancora fare quel mercenario di Baricco. Forse Baricco dovrebbe leggere I cento cavalieri per capire cosa vuol dire scrivere un racconto. W Manfredi
06/11/2002
Manfredi nei racconti non è tanto avvincente e quanto nei romanzi, purtroppo. Proprio non convince. Peccato.

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