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-50% Le tre Italie del 1943. Chi ha veramente combattuto la guerra civile Gianni Oliva 978880453169
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Le tre Italie del 1943. Chi ha veramente combattuto la guerra civile


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All'inizio dell'anno accademico 1931-32, il regime fascista impose ai professori universitari di prestare giuramento di fedeltà. Come quasi tutti i manuali di storia ricordano, 12 docenti si rifiutarono. Quello che invece viene solitamente passato sotto silenzio è che ben 1836 furono coloro che obbedirono. Che il primo dato sia entrato a far parte della memoria collettiva dell'Italia democratica, mentre il secondo è stato rimosso, è sintomatico di come la presa di posizione dei 12 dissidenti sia diventata un alibi per nascondere il comportamento della stragrande maggioranza non solo dei docenti ma anche degli italiani.
Partendo da questo episodio emblematico, Gianni Oliva ci mostra come, sia durante il Ventennio sia durante la Resistenza, a confrontarsi furono non due ma tre Italie: l'Italia della 'rottura', protagonista della lotta resistenziale; l'Italia della 'continuità', che ha infine trovato espressione nella Repubblica di Salò; e l'Italia della 'zona grigia', quella della maggioranza attendista che non ha voluto compromettersi con nessuna delle parti in lotta sperando solo nell'arrivo degli Alleati.
È con questa terza Italia che oggi la nostra memoria collettiva deve fare i conti. I venti mesi della Resistenza sono stati solo per una piccola parte del paese l'occasione per prendere coscienza del proprio passato e per avviare un processo di rinnovamento politico e civile. L'esame critico delle vicende trascorse, delle complicità e degli interessi che hanno contraddistinto il Ventennio non ha caratterizzato la totalità del paese, e il 25 aprile, anziché diventare il punto di partenza per un ripensamento della nostra storia, si è trasformato in un evento conclusivo attraverso cui un'intera nazione e la sua classe dirigente si sono autoassolte, lasciandoci in eredità alcuni 'nodi' irrisolti intorno ai quali l'Italia ancora oggi si divide.
A sessant'anni di distanza da quei tragici eventi, Oliva con questo libro stempera le velenose polemiche - anche recentissime - che continuano a segnare la nostra vita politica e culturale, e ci offre una lettura originale di quanto avvenne tra l'8 settembre e il 25 aprile: l'occasione mancata per una rinascita civile.


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