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La ricerca biomedica è largamente basata sull'utilizzo di animali, con risultati che i media presentano come preliminari a grandi progressi medici. Sono invece fin troppo reali le conseguenze dannose, e spesso disastrose, prodotte sulla salute collettiva dal fatto di fondare su fragili e ambigue 'analogie' animale-uomo l'iter di sviluppo dei farmaci e la valutazione di rischio di sostanze potenzialmente tossiche. La salute dei cittadini ne soffre, non cosí è per i profitti stratosferici dell'industria chimico-farmaceutica. La critica su base scientifica della vivisezione è stata rilanciata poco meno di trent'anni fa in tutto il mondo dall'opera di Hans Ruesch che è stato tra le piú influenti guide di un movimento che lotta per l'abolizione di questa pratica fuorviante e crudele. In questo libro-intervista Ruesch racconta la storia appassionante della sua trasformazione da romanziere di successo in critico della medicina e dello strapotere delle multinazionali del farmaco, ricostruisce episodi di ostruzionismo dei media e persecuzioni giudiziarie subite da lui e da altri attivisti in vari paesi. Descrive la dinamica del movimento antivivisezionista internazionale, insidiato sia da debolezze interne sia da tentativi di infiltrazione. Numerosi i personaggi famosi (da Christian Barnard a Maurizio Costanzo, da Indro Montanelli a Peter Singer) che Ruesch ci presenta in una luce inconsueta e rivelatrice.

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