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Una cosa è certa: la globalizzazione è inarrestabile e non è nell'ordine delle cose che regredisca spontaneamente, né che sia possibile fermarla. Non è altro che l'ultima incarnazione di un processo storico di unificazione, reso inevitabile dalla naturale propensione degli esseri umani a viaggiare, commerciare, comunicare liberamente. Nel passato questa propensione si è spesso tradotta in aggressioni militari e nella conseguente creazione di sudditanze politiche ed economiche. Oggi e nel futuro la natura democratica delle nazioni alla guida di questo processo, l'attività di vigilanza dell'opinione pubblica internazionale e di indirizzo delle organizzazioni sovranazionali - e non ultima la presa d'atto della perniciosità dei conflitti per la globalizzazione stessa - ne garantiscono la natura pacifica e la funzione emancipatoria, dal punto di vista politico ed economico. Forte della sua 'verve' di grande comunicatore, Alessandro Cecchi Paone articola e documenta con chiarezza una serie di punti (dieci per la precisione) che mettono direttamente a confronto la globalizzazione con temi quali i rischi per l'ambiente, la distribuzione della ricchezza, il multiculturalismo, i sistemi democratici. Affrontando uno per uno gli stessi argomenti che i no global portano a dimostrazione della pericolosità del fenomeno, questo libro è una voce fuori dal coro che certamente spingerà più d'uno a ripensare sotto nuova luce una delle questioni più controverse del nostro secolo.

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