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Sceneggiatore cinematografico e attore, Antonio Manzini ha creato un romanzo crudo e spietato, affilato come la lama di un coltello e nero come l'inchiostro, perché il suo oggetto è l'Ombra, la parte più buia dell'animo umano. Al centro della vicenda Pietro e Massimo. Fratelli, vivono un'infanzia dorata: villa con campo da tennis, piscina, videogame Atari. Poi, una mattina del 1976 cambia tutto. La polizia arriva in casa con un ordine di arresto e si porta via il padre. "Il mostro delle Cinque Terre" lo chiameranno qualche giorno dopo i giornali. Sono passati quasi trent'anni e i due fratelli hanno preso strade differenti.
04/10/2010
Sarò l'eccezione che conferma la regola, ma questo libro mi ha solo "infastidito". Amo molto il genere noir ed apprezzo molto il lato introspettivo di una narrazione, ma qui tutto è alterato, esagerato, ingigantito e assolutamente inconcludente. Le tinte "forti" e spesso gratuite vogliono solo "colpire" il lettore a scopo sensazionale, offendendo la sua emotività senza guidarlo verso la riflessione.
02/09/2005
Ottimo romanzo ''nero'' a metà tra Ammaniti e Lucarelli: in pratica un quasi-capolavoro! Dopo il divertente racconto inserito nella raccolta ''Crimini'', Manzini si conferma una nuova promessa della letteratura noir italiana e un nuovo esponente della cd ''gioventù cannibale''. Aspettiamo con ansia il prossimo...
25/08/2005
l'ho letto tutto d'un fiato, faticavo a staccarmi. Non ho fatto il bagno e sono rimasta in spiaggia fino al tramonto. Non smetto di pensarci. Il mondo descritto da Antonio manzini ti cattura fin dall'incipit e non ti molla più. Non sapevo se provare pietà, disprezzo, orrore, amore per il protagonista. E' un romanzo spietato, con l'anima nera ma un cuore enorme. Grazie!
23/08/2005
Davide Totti - davide.totti@tiscali.it
volato in una notte !! si prova tenerezza la dove solitamente c'è solo disprezzo e paura !! Ti prego scrivi un altro romanzo presto !! davide.totti@tiscali.it
05/08/2005
giorgio - gioserpro@libero.it
Non solo è belloccio, Manzini sa pure scrivere. Avrà qualche difetto? No, che si sappia. Pare solo che abbia un grosso mutuo da pagare, quindi conviene che compriate il suo romanzo, per aiutarlo. Scherzi a parte, il romanzo è sferzante, ben documentato e dà vita ad una storia noir che più noir non si può. Un trauma dell'anima che si manifesta in tutta la sua terribile e spaventosa dimensione.
22/07/2005
l'ho letto, e già dall'incipit mi ha preso. Non l'ho lasciato più. In due giorni l'autore antonio manzini mi ha portato nei luoghi oscuri della sua, della nostra anima. E' un libro crudo, a volte spietato, ma mai gratutito. E' un noir, classico, avvincente e mi fa piacere vedere autori italiani (nuovi e non) buttarsi su questo genere che nel nostro paese latitava da un pò. Ho preso il libro per caso, poi ho visto che manzini è coautore con Ammaniti del racconto Crimini. E se Ammaniti l'ha voluto con lui, una ragione ci sarà. Basta leggere sangue marcio e si capisce. Manzini è un narratore di razza. (Qualche parentela con Gianna?)

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