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Che cosa accade ai figli quando i genitori si separano? La domanda riguarda ormai molti bambini e ragazzi, spesso lasciati soli ad affrontare un evento sempre destabilizzante e talora carico di conseguenze per il loro futuro. Se non è il caso di drammatizzare, non è neppure opportuno sottovalutare il loro disagio. Silvia Vegetti Finzi, dopo "Il romanzo della famiglia", affronta questa volta non il farsi ma il disfarsi dei rapporti familiari dando la parola a chi, come figlio, la separazione ha dovuto subirla. I suoi consigli e le sue riflessioni si alternano alle testimonianze dei protagonisti, che rievocano ora in modo drammatico ora con distaccata ironia un periodo così cruciale della loro vita. E ci mettono di fronte, con crudele evidenza, all'immmaturità e all'impreparazione di cui troppo spesso gli adulti danno prova. Non è tanto la separazione, infatti, a costituire un problema per i figli quanto il comportamento dei 'grandi': la mancanza di rispetto reciproco e l'insensibilità che spesso li induce a tenerli all'oscuro 'per il loro bene' di quanto sta accadendo. Ma i figli, che all'oscuro non lo sono mai, devono essere informati, ascoltati e compresi, tenendo però conto della loro età. È molto diverso, infatti, affrontare la divisione dei genitori a tre, sette o quindici anni, perché in ogni fase mutano le difficoltà e le risorse disponibili. "Quando i genitori si dividono" porta contributi nuovi alla "cultura della separazione" perché mostra che la divisione della famiglia, considerata nel complesso della propria storia, condiziona nel bene e nel male le relazioni successive. Secondo Silvia Vegetti Finzi, per superare la tendenza a ripetere in modo coatto i traumi subiti, è importante che le passioni suscitate dalla 'frammentazione' dei rapporti familiari, invece di essere negate e rimosse, vengano riconosciute e vissute sino in fondo. Sarà così più facile riparare il passato e costruire un futuro migliore. A questo scopo appare determinante la capacità di narrare, di comporre la propria biografia, perché il linguaggio ordina gli eventi, mentre la condivisione delle emozioni trae, dalla sofferenza, impreviste risorse di sensibilità e di responsabilità. In Appendice, interessanti resoconti di mediazione familiare mettono in luce come la capacità psicologica di accogliere, ascoltare e comprendere i conflitti aiuti i coniugi a separarsi pur restando uniti in quanto genitori. Il libro, straordinario intreccio di riflessione e di vita, costituisce un grande romanzo corale sulle inquietudini e i fermenti che turbano le famiglie in quest'epoca di transizione, in cui le istanze di conservazione e di rinnovamento sono alla ricerca di un nuovo equilibrio.
24/01/2006
Ho comprato questo libro per cercare di capire cosa possa provare la mia bambina ora che io e suo padre ci stiamo separando ma non ho trovato risposte. Vengono raccontate solo storie di separazioni molto dure e molto spesso con uno o entrambi i genitori che abdicano dal loro ruolo:non so se quei genitori avrebbero potuto garantire stabilità e affetto ai loro figli neanche in un rapporto di coppia stabile.Forse dovrei leggerci un messaggio positivo:visto che noi non ci scanniamo e siamo entrambi molto presenti nella vita quotidiana di nostra figlia forse lei non sta soffrendo ma l'aiuto che cercavo non è certo arrivato da queste pagine

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