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La vicenda di Dave parte come una di quelle confessioni ostinate, che premono per uscire, anche se chi gli sta di fronte non vuole ascoltare, anche se chi lo ascolta sta per lasciare, sta per abbandonare la Londra della seconda metà degli anni Novanta dalla quale sembrerebbe impossibile volersi staccare, se si è giovani, se si vuole vivere, se si vuole raccontare storie: "storie di case occupate, di lavori notturni nelle cucine dei pub, di finte schizofrenie per avere sussidi, storie di feste illegali, di cristalli di speed fumati per colazione, di settimane intere senza vedere il sole", le storie dei protagonisti di questo romanzo elettrico e notturno. Anna e Dave, un ragazzo inglese e un'incomprensibile ragazza italiana, col corpo plasmato dalle droghe e la mente dalla sua misteriosa lingua piena di vocali, un rapporto tormentato che forse ha bisogno, per placarsi, di un nuovo spazio. Di un appartamento da occupare, per esempio. Così la città scorre davanti ai loro occhi, vista dagli autobus, come una successione di fondali tra la nebbia, una quinta teatrale infinita, evanescente e corposa, come la casa dei misteri, un'abitazione bassa, a due piani, di mattoni rossi, in una via secondaria, nella cui finestra Dave, per accertarsi che sia effettivamente disabitata, lancia il sasso destinato a imprimere a questo romanzo il suo corso fantastico, ossessivo, gotico. Mancassola sa ritrarre con identica efficacia la corporeità e l'evanescenza, la densità dei corpi e la grana di una carnagione come lo spessore dei muri e l'umidità delle strade o di un sotterraneo, sa restituire con ritmo musicale e percussivo sia il febbrile fervore della giovinezza sia le sue derive più autolesioniste, più vuote, più smaniose d'ascolto.
29/01/2005
Silvia - rogantisilvia@libero.it
Forse e' vero che non è IL MONDO SENZA DI ME.. forse è vero anche che ''chi ci capisce qualcosa è bravo'' come ha scritto qualcuno prima di me.. però posso dare un consiglio a tutti? prendete il libro e rileggetelo. Io credo che una seconda volta la merita. Tutto qua. Ciao..
28/08/2004
Boh, m'aspettavo qualcosa di molto diverso. M'aspettavo qualcosa tipo ''Il mondo senza di me''. Se v'Epiaciuto quello, non comprate questo.
21/07/2004
Mauro - colin7@blu.it
Deludente! Tanto avevo amato ''Il mondo senza di me'' quanto mi ha deluso ''Qualcuno ha mentito''. Certo, le aspettative nei confronti dell'autore erano elevate, sia da parte mia che in generale, ma questo secondo romanzo di Mancassola non rispecchia quanto di buono fatto vedere con il lavoro d'esordio. La storia è inconsistente, senza nè capo nè coda, e la scrittura è presuntuosa, a tratti irritante; sembra quasi che Mancassola volesse riversare sui suoi lettori quella rabbia e quel fastidio provati da Dave, il protagonista del romanzo. In definitiva possiamo considerare quest'opera come un episodio infelice, nella speranza che le buone qualità espresse ne ''Il mondo senza di me'' vengano messe a frutto in futuro. Mauro

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