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-50% Passione e tragedia. La storia degli ebrei russi Riccardo Calimani 978880454395
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Passione e tragedia. La storia degli ebrei russi


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La storia degli ebrei russi è stata, rispetto a quella delle altre comunità ebraiche presenti in Europa, la più ricca di sfumature, suggestioni e contraddizioni, in quanto caratterizzata da intense fiammate di partecipazione rivoluzionaria alla vita politica e culturale dalla quale abitualmente erano esclusi. Confinati negli innumerevoli villaggi della cosiddetta "zona di residenza", una sorta di enorme ghetto a cielo aperto che si estendeva dall'Ucraina alla Lituania, gli ebrei vissero per secoli in condizione di sostanziale isolamento, con una propria lingua e una propria fede, fino a raggiungere, all'inizio del XX secolo, la considerevole cifra di 5 milioni di individui, pari al cinque per cento della popolazione. Di fronte al diffondersi dell'antisemitismo, fomentato dal regime zarista con la 'fabbricazione' dei falsi "Protocolli dei Savi di Sion" e la tolleranza nei confronti di pogrom sempre più cruenti, gli ebrei non solo andarono a ingrossare le file dei maggiori gruppi politici d'opposizione, ma fondarono un proprio partito, il Bund, che per primo in Russia difese energicamente gli interessi e i diritti di larghe masse di diseredati. Poi si avverò la previsione di un cinico ministro zarista: un terzo degli ebrei russi emigrò in America, un terzo morì sui campi di battaglia della Grande Guerra e un terzo finì per assimilarsi, gettandosi nelle fauci del leone sovietico. Ben presto, infatti, le speranze di uguaglianza e superamento di ogni forma di discriminazione suscitate dalla Rivoluzione d'Ottobre, alla quale gli ebrei avevano dato un contributo decisivo, si spensero tragicamente durante il lungo e fosco periodo del Terrore staliniano. Nella "patria del socialismo" il risultato fu beffardo e paradossale: nel secondo dopoguerra si scatenò la lotta contro il 'cosmopolitismo' ebraico e venne proibita la pubblicazione del "Libro nero", agghiacciante testimonianza del genocidio nazista nei territori sovietici occupati. Inoltre, dopo la caduta del Muro di Berlino, l'Unione Sovietica diventò il paese che fornì a Israele un grandissimo numero di immigrati. Proseguendo la sua ricerca sul mondo ebraico, Riccardo Calimani ripercorre le tappe fondamentali del tortuoso e, nei suoi risvolti più inquietanti, ancora poco noto itinerario degli ebrei in Russia e nell'Unione Sovietica, e rivisita il dibattito sulla 'questione ebraica' in seno al marxismo, da Marx ed Engels a Kautsky e Lenin. In questo racconto di ampio respiro spiccano le esperienze esistenziali di uomini come Il'ja Erenburg, Isaak Babel', Vasilij Grossman, Osip Mandel'stam e Boris Pasternak, ma anche come Lev Trockij e Abram Léon, in cui l'autore coglie i paradigmi dei differenti modi nei quali si è storicamente declinata la presenza culturale ebraica nel mondo occidentale.


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