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1873: Paul Verlaine spara tre colpi di pistola ad Arthur Rimbaud, il suo "grande e radioso peccato". 2005: Elton John e David Furnish celebrano il loro matrimonio nella Guildhall di Windsor. Tra questi due eventi sono trascorsi più di cent'anni, scanditi da infinite storie d'amore fra persone dello stesso sesso. Storie struggenti e tumultuose, percorse da un furore fuori scala: Laura Laurenzi ci guida alla scoperta delle più emblematiche. Sarebbe mai stato scritto "Memorie di Adriano" se Marguerite Yourcenar non avesse avuto accanto per quarant'anni Grace Frick, la sua "traduttrice"? Che ruolo ha giocato nella poesia medianica di García Lorca la passione per Salvador Dalí "dalla voce olivastra" e "dal cuore astronomico e tenero"? Greta Garbo e Cecil Beaton, lei bisex, lui tenacemente omosessuale: giungono a un passo dalle nozze. Eleanor Roosevelt troverà conforto ai tradimenti coniugali nell'amore illimitato della giornalista Lorena Hickok, sua suggeritrice nell'ombra. Rudolf Nureyev ed Erik Bruhn ballano il loro "passo a due" sul crinale della tragedia, il sangue tartaro dell'uno contro il gelo scandinavo dell'altro. C'è anche la via della fedeltà, come nell'"amore vero con punte di meravigliosa follia" che lega Gianni Versace ad Antonio D'Amico, e la via alla disperazione: quella di Pier Paolo Pasolini che progetta di impiccarsi perché il suo Ninetto Davoli lo ha abbandonato. Il massimo bardo di questi intrecci di vita, arte, erotismo è Pedro Almodóvar, che da sempre propugna modelli di unione non ortodossi dimostrando che l'unica cosa per cui valga la pena di vivere è l'amore, di qualunque forma esso sia. Con "Liberi di amare" Laura Laurenzi compone un album di ritratti a tinte vivide, istantanee su cui il tempo sembra non essere passato, commentate dalle voci stesse degli uomini e delle donne che sfidarono pregiudizi e convenzioni per vivere fino in fondo la loro scelta. Voci che sovrastano il cicaleccio dei moralismi con un limpido inno alla passione, in tutte le sue sfumature.
26/06/2006
Dario - drecla@unibz.it
Laura Lorenzi ci offre un libro appassionato, scritto con gusto, che riesce a trascendere il gossip. L'unico dubbio è sull'attendibilità delle fonti utilizzate dall'autrice. La storia della Garbo e Cecil Beaton, ad esempio, si basa sul libro biografico ''Loving Garbo'' di Hugo Vickers, a sua volta basato sui diari di Beaton, notoriamente inattendibili (vedi le due monumentali biografie sulla Garbo di Barry Paris e Karen Swenson, putroppo mai tradotte in Italia) dato che il fotografo, un mitomane, non voleva altro che alimentare la sua personale leggenda. Inoltre, il capitolo sulla Garbo contiene ulteriori imprecisioni: non è affatto vero che il film ''Ninotchka'' fu una fiasco, anzi, è vero proprio il contrario! E la Garbo non fu scartata dal film ''La contessa di Langeais'' perché troppo vecchia, ma solo perché i suoi continui tentennamenti ad accettare la parte rendevano inattuabile la realizzazione della pellicola.

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