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Marito e moglie, una villa circondata da un giardino rigoglioso, il mare e l'Etna che si staglia contro il cielo. Una ragazza con occhi blu e trecce bionde suona alla porta: è la nuova colf ucraina, svagata e innocente, che vivrà con loro. Potrebbe essere una classica istantanea di felicità borghese... Invece, fra la moglie e il marito avanza, ogni giorno più profonda, la crepa di un silenzio pieno di rabbia e dolore, la crepa aperta da una ferita che non può essere sanata. Il giardino brulica di vite inquietanti e invade ogni spazio con i suoi umori, scardina i serramenti con le sue radici. L'Etna ribolle e dopo giorni di ardore soffocante e innaturale copre tutto di cenere scura. La casa diventa una gabbia piena di insidie e di ombre. E Ludmila, l'adolescente ucraina, è una lucente oasi di purezza nell'angoscia che pervade ogni cosa oppure è anche lei parte di questa buia spirale? La protagonista di questo romanzo si avvicina a noi con la delicatezza di una madre che prende per mano il suo bambino e poi ci stringe fortissimo, sino a toglierci il respiro, portandoci con sé fino al cuore della follia e dell'ambiguità con un ritmo ossessivo e lancinante. Dando vita a una voce avvolgente, onirica fino all'allucinazione, Elvira Seminara ci racconta la storia di una donna segnata da un trauma irrisolto, di un amore che non basta a colmare il vuoto, e costruisce la geometria misteriosa e perfetta di un triangolo di passione, grazia e ferocia. Che è il perimetro crudele di questo raffinato eppure carnalissimo 'noir' al femminile.
26/11/2008
e io ho la fortuna di averla come prof...ora lo compro!!
26/05/2008
''L'indecenza'' mi ha fatto scordare ogni cosa, atterrandomi e atterrendomi sul divano... difficilmente un libro mi ha impedito, come questo, di fare qualsiasi cosa che non fosse arrivare all'ultima parola... mi ha lasciato senza respiro, è un libro che si insinua e afferra e travolge, a tratti soffoca pure, non concede tregue, è tutto un avviluppamento di cui entri a far parte e senza volerlo, diventi foglia, acqua, rampicanti angoscianti, stordimento, e poi quella follia latente e sempre presente che ti mette addosso la paura, ad ogni pagina, che ci sei arrivata, che ora l'orrore esplode, ne senti l'odore, il respiro trattenuto, non sai come e in che forma, ma sai che è lì dietro, forse nella pagina seguente! L'autrice riesce nel suo magico modo, a rimanere leggera, delicata, persino romantica, anche nel descrivere il raccapriccio! Riesce a stemperare il fuoco della passione in descrizioni di una delicatezza straordinaria! Mi è sembrato bellissimo, in particolare, il periodo in cui parla del silenzio ''che tessevamo come un filo, trasparente e teso, come quelli della biancheria. Ci appendevamo i nostri pensieri ad asciugare al sole, a sventolare... era il nostro filo comune del silenzio...'' Buona lettura a tutti!
22/05/2008
Un libro da leggere tutto d'un fiato. Le parole ed il ritmo del racconto mi hanno trasmesso in maniera eccezionale il caldo e la lentezza descritti, di una Sicilia afosa e di una donna che sembra vivere insieme apatia ed estremo dolore. Una storia che mi ha ''preso'', addirittura angosciato a volte, fino ad arrivare in fretta all'ultima pagina. Complimenti davvero.
15/05/2008
Sul soffitto di casa vostra c'è una macchia di umidità? Il frigo fa strani rumori? In cucina ci sono le formiche? Ebbene, leggete questo libro fantastico, L'Indecenza di Elvira Seminara e non sarete più gli stessi! O meglio, la vostra amata casa non sarà più la stessa. Attenzione, non è un libro horror nè fantasy, il bello è che si svolge tra gente normale, in una casa normale. Eppure vedrete sotto i vostri occhi a poco a poco trasformarsi lo spazio, e le sue presenze quotidiane diventano minacciose, e le ombre si aprono e si chiudono sotto i vostri piedi. E i rampicanti dietro i vetri premono per entrare. Che succede? Ci sono tre protagonisti, un uomo, sua moglie, e una giovane colf ucraina. Gente normale, lui avvocato e lei pubblicitaria. Però qualcosa di non detto è già successo, e c'è un fossato tra loro. E la ragazza rischia di finirci dentro. Tutto il romanzo sembra girato intorno a questo fossato, su e giù, ossessivamente, e dico 'girato' apposta, perchè vedi le scene come in un film. La scrittura è notevole, elegante, ma il ritmo è sempre serrato, arrivato a metà ti travolge, e alla fine ti mozza il respiro. Giacomo D.
13/05/2008
Elena Orlando - elyorl@tiscali.it
...per le strade di Roma, mi sono ritrovata davanti alla Feltrinelli di galleria Colonna. Senza esitare neppure per un istante, ho varcato decisa e sicura la soglia d'ingresso e mi sono precipitata, come al solito, davanti all'arcobalenato scaffale delle novità editoriali. E senza accorgermene ho posato lo sguardo su una copertina in bianco e nero, che ritrae una donna mora, dai marcati tratti mediterranei, estremamente sensuale in abito succinto, anch'esso nero, che guarda verso un uomo che le sta poco più avanti. È Ferdinando Scianna a immortalare un istante dei sensi in cui prende forma, tra le pareti di quella stanza, la sensualità più carnale. La stessa che pervade, in forma soffice e discreta, le pagine de ''L'Indecenza'' di Elvira Seminara, di cui questa foto costituisce la misteriosa copertina. Un romanzo che ho comprato e divorato tutto d'un fiato. Bello davvero. Ipnotica la personificazione delle foglie. Ammalianti le tante sinestesie disseminate tra le pagine. Il linguaggio è, come sempre nello stile dell'autrice, molto sciolto e snodato. Insomma, da non perdere.

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