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E' il 1982. Véronique ha 20 anni, frequenta l'università, è una ragazza come le altre. Lo shopping, il cinema con le amiche, qualche insicurezza per il proprio avvenire. Finché un giorno si innamora di un giovane insegnante di matematica di alcuni anni più vecchio di lei. E un numerario dell'Opus Dei, ma Véronique lo scoprirà solo alcuni giorni prima del loro matrimonio. Una sera, la giovane coppia viene invitata a una cena. Véronique è l'unica donna presente, e a un certo punto la conversazione cade sull'organizzazione, ma nessuno dei presenti sembra conoscerla. Véronique verrà a sapere solo in seguito che tutti gli ospiti di quello strano convito appartengono all'Opus Dei. Comincia così una storia fatta di rinunce, di segreti, di penitenze. Non ci sono solo il cilicio e l'autoflagellazione; la testimonianza racconta del sottile lavaggio del cervello che viene praticato, a poco a poco, sull'individuo: dal momento in cui viene adescato, a quando viene costretto a stendere la richiesta scritta per entrare a far parte dell'Opera, fino alle "correzioni fraterne", al padre spirituale che si insinua nella vita di coppia e nella camera da letto, alla supervisione imposta sull'educazione dei figli.
08/06/2010
Una marea di sciocchezze buone per abbindolare i fessi. Chi solo conosce un po' l'Opus Dei non può fare altro che ridere.
30/01/2009
Un pò di verità su quello che realmente è l'opus dei da chi è riuscito a prendere coscienza ed allontanarsene. Lavaggio del cervello, imposizioni, ristrettezze, donare tutti i propri averi all'opera, cilicio, autoflagellazione... mi sembra sufficiente perchè qualsiasi persona con un minimo di autodeterminazione rifugga queste sette.
16/12/2008
Che paura che mi fanno le sette!! Di qualunque ''razza'' esse siano! E ben vengano libri come questi, onesti e sinceri che aiutino a sapere cosa accade dietro la facciata e aiutino i più fragili a stare lontani, lontanissimi, da chi cerca di manipolare il cervello e la vita altrui. Brava e coraggiosa la scrittrice.
24/09/2008
Il libro è sconsigliabile a chi voglia conservare una coscienza cattolica retta e una sufficiente purità di spirito. Nell'Opera non vi sono costrizioni, nè manipolazioni, nè lusinghe o persuasioni occulte. C'è una perfetta coincidenza tra ciò che si predica a parole e ciò che si realizza nei fatti: la libertà, quella vera. Solo che noi siamo talmente disabituati a vivere liberi che confondiamo la vera e piena libertà col suo contrario. E infatti ci rendiamo schiavi di tutto: le mode, la pubblicità, i nostri complessi e capricci e così via. E la nostra vita scorre nell'incapacità di sfruttare le occasioni di bene che quotidianamente ci si presentano. Io sono stato membro dell'Opera per diversi anni. Purtroppo, a causa di alcuni miei comportamenti indisciplinati (e dove sta scritto che la disciplina contrasta con la libertà?) mi è stato alla fine suggerito di non rinnovare gli impegni. Adesso, a distanza di tempo, provo ancora un grandissimo dolore per ciò che ho perduto e coltivo ancora il desiderio di tornare a fare parte dell'Opera, anche se so che questo è difficilissimo. Ma almeno ringrazio il Signore che mi da l'opportunità di lasciare questa testimonianza.

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