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A quasi tremila anni dalla composizione, i poemi omerici esercitano ancora oggi il loro fascino immutato sui lettori e continuano a ispirare versioni cinematografiche e televisive. Nuova la traduzione isometrica, che si avvale inoltre di un ricco corredo di note.
20/08/2011
I fatti narrati nell'Iliade si svolgono in un periodo assai breve della guerra di Troia, in altre parole a circa sette settimane del decimo anno di guerra.In questa guerra si scontrarono i troiani e gli achei, e gli dei dell'Olimpo schierati con gli uni o con gli altri.La guerra fa da sfondo al tema centrale: l'ira di Achille, offeso dal sommo comandante dell'esercito acheo, Agamennone.Sebbene la decisione dell'eroe di ritirarsi dal conflitto provochi gravi perdite agli achei, Achille respinge ogni tipo di conciliazione; concede però all'amico Patroclo di partecipare ad una battaglia in vece sua. Quest'ultimo si scontra con Ettore e viene ucciso. Achille in preda alla furia e al dolore, riprende le armi, sfida a duello Ettore e lo uccide, infierendo sul cadavere. Alla fine, davanti al dolore del padre, che viene a supplicarlo nella sua tenda, gli rende il corpo perché riceva una degna sepoltura. ILIADE, UOMINI ED EROI Gli uomini mortali e gli dei immortali sono collocati nell'Iliade su due diversi piani: in contrasto con il mondo degli eroi che obbediscono alle leggi del dovere e dell'onore, che non sorridono quasi mai e combattono e muoiono rassegnati, il poeta crea il mondo delle creature divine, che non devono temere la morte e godono la loro interminabile vita, spesso senza le remore della moralità. Ma se sono superiori agli uomini per la loro immensa forza, sembrano tuttavia inferiori ad essi in tema di spiritualità.Non c'è in tutto l'Olimpo un solo nume che per grandezza d'animo pareggi Ettore, per saggezza ed eloquenza superi Odisseo, per volontà e forza possa reggere il confronto con Achille e Aiace Telamonio. E così, dicasi delle dee rispetto alle donne mortali. E così Andromaca è più grande e nobile dell'astiosa e rissosa Era; la stessa Elena supera in grazia la capricciosa Afrodite.C'è dunque poco o nulla di sacro in questa famiglia di dei che, sotto l'impero di Zeus, a sua volta sottoposto ai decreti ineluttabili del Fato, litigano, si riconciliano, parteggiano e combattono ora per gli Achei, ora per i Troiani. La loro grandezza è tutta esteriore, appariscente. Diremo anzi che sono più poeticamente grandi quando sono meno dei: come Teti quando piange con il figlio, o Efesto che nella sua fucina lavora per preparare le armi ad Achille, o Ermes che accompagna il vecchio Priamo disperato alla tenda di Achille.....

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