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"In una valle sperduta, in compagnia di una tribù dimenticata, ero felice. Nel resto del mondo, io mi sentivo persa." Sabine Kuegler non riesce a dimenticare la foresta tropicale della Papua Occidentale, dove ha trascorso gran parte dell'infanzia con i genitori missionari, in mezzo alla tribù dei Fayu, un popolo di cacciatori-raccoglitori. Dopo quindici anni trascorsi in Europa, Sabine ha deciso di tornare in Papua per rivedere i luoghi e gli amici della sua infanzia, con gli occhi di un'adulta. La realtà che si trova davanti è però assai contraddittoria: da una parte la natura incontaminata dei suoi ricordi e dall'altra un popolo oppresso e che rischia l'estinzione, a causa dello sfruttamento indiscriminato delle risorse minerarie presenti nella giungla a opera delle multinazionali appoggiate da funzionari governativi indonesiani violenti e corrotti. "Il richiamo della giungla" diventa così una testimonianza in difesa di un popolo che lotta per la sopravvivenza e che, a causa delle condizioni in cui vive, della malnutrizione, dell'alta mortalità infantile, non è in grado di opporsi alla gravissima violazione dei diritti umani perpetrata ai suoi danni con la complicità del governo di Giacarta. "È mio dovere combattere per questa gente. Sono tornata a essere parte della loro vita, anche se non vivo più con loro." Un libro sofferto e intenso scritto da una giovane donna che ha scelto di vivere in Germania, ma che ha lasciato il cuore in Papua, fra i suoi amici Fayu.
Il richiamo della giungla è il secondo libro di Sabine Kuegler. Un libro bello e avvincente che ci porta, ancora una volta, nella foresta tropicale della Papua Occidentali, tra i Fayu, dove Sabine ha vissuto con la sua famiglia dai cinque ai diciassette anni. Dopo il college in Svizzera, quattro figli e la decisione di vivere in Germania, Sabine ha deciso di tornare nuovamente nei luoghi della sua infanzia. Per comprendere a fondo quel paese che ama moltissimo, per rivedere i luoghi e gli amici della sua infanzia e capire finalmente chi è lei. Ma la realtà che si trova davanti è contraddittoria: da un lato lo stesso paesaggio e la stessa varietà di animali, dall¿altro un popolo che rischia l¿estinzione a causa del progresso e della civilizzazione, che si fanno sempre più insistenti e minacciosi. Non tutti sanno che dal 1968 la Papua Occidentale fa parte dell¿Indonesia e che lo sfruttamento delle sue risorse minerarie, da parte delle multinazionali, è reso possibile da un trattato firmato nel 1967 tra l¿Autorità Esecutiva Temporanea delle Nazioni Unite e una società mineraria con sede in America. Il governo di Giacarta da allora si è reso responsabile di arresti, torture, bombardamenti e uccisioni ai danni della popolazione locale. Nonostante la decisione di non farsi coinvolgere nelle lotte indipendentiste, Sabine alla fine ha deciso di usare la sua popolarità per sostenere la causa del popolo di Papua. Lo fa con passione e impegno, non risparmia viaggi e incontri nei paesi che traducono i suoi libri, e finanzia con una parte dei proventi le attività del movimento indipendentista. -Raffaella Ciuffreda-

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