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Quali sono i presupposti storici e geografici del fenomeno della globalizzazione? Quali le implicazioni economiche e politiche trasnazionali per la gestione del futuro pianeta? In che misura nord e sud del mondo si fronteggiano nella distribuzione più o meno equa di risorse naturali e tecnologiche? A questi e a numerosi altri quesiti fondamentali sulla globalizzazione Saskia Sassen dà risposta in questa raccolta di suoi saggi, che tratteggiano aspetti sociologici, politici ed economici del mondo contemporaneo.
08/08/2011
Globalizzati e scontenti è una raccolta di dieci saggi, scritti in epoche diverse, nei quali l'autrice sviluppa molte delle tematiche tipiche relativamente al problema della globalizzazione, incentrando il momento teoretico sul concetto di minoranza. Le analisi di Sassen si dipanano in quattro direzioni differenti, che tuttavia presentano fra loro molteplici incroci e convergenze, costituite dalle questioni relative all'immigrazione, al ruolo delle donne, al mercato del lavoro e alla possibilità di ridare un luogo fisico, di rilocalizzare nelle grandi città globali, alcuni passaggi propri al momento politico nell'era contemporanea. Questi percorsi analitici conducono a un esito comune, identificato nella "centralità del luogo", in contrapposizione "a una retorica e a una politica che vedono il luogo neutralizzato dalle comunicazioni globali e dall'ipermobilità del capitale" (p. 19). Il tentativo di Sassen è così quello di dimostrare, per ciascuna delle macro-aree di indagine suddette, che i processi globali, pur essendo, ovviamente, processi di decentramento e spesso di delocalizzazione delle attività produttive, di loro frammentazione e dispersione, hanno tuttavia un notevole bisogno di forti momenti di accentramento delle fasi decisionali e strategiche, che ne restituiscono altrettante immagini, precise e definite, nell'ambito di una spazialità certo ridisegnata ma chiaramente visibile. I centri nevralgici di questa nuova spazialità del potere, i suoi siti strategici, sono anche i luoghi a partire dai quali è possibile, per Sassen, incominciare a strutturare un discorso politico alternativo a quello del capitalismo e del neo-liberismo, perché la loro capacità di segmentazione e di differenziazione delle forze sociali in campo consente l'identificazione di una nuova centralità e di una nuova marginalità, concentrate all'interno di un medesimo spazio di dimensioni relativamente limitate.

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