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In principio era il caos. Ben prima degli ipertecnologici conflitti contemporanei e delle nostre stupidissime 'bombe intelligenti', furono alcune sanguinose zuffe corpo a corpo a indirizzare quasi inesorabilmente il corso della storia. E la storia, si sa, non riconosce gli sconfitti. Quelle battaglie furono vinte e perse per coraggio, inganni, sorte, genio, stupidità, supremazia militare. Ma ognuna, comunque sia, ha contribuito in maniera determinante a creare il mondo come lo conosciamo. Chi ha perso è stato ridotto in schiavitù, ha visto i propri campi razziati e cosparsi di sale, le proprie città rase al suolo. Molte tribù, e spesso intere nazioni, sono state cancellate dalla faccia della terra, lasciando solo labili tracce per gli studiosi delle epoche successive. I vincitori, invece, sono diventati leggendari semidei, icone che hanno attraversato i secoli, i millenni, fino ai giorni nostri: Thutmosis e Re Davide, Annibale e Alessandro il Grande, Scipione e Cesare. Un grande corrispondente di guerra racconta diciassette conflitti decisivi dell'antichità, quando un singolo eroe poteva cambiare gli equilibri del pianeta. E inventare il futuro dell'umanità.
24/12/2011
Concordo assolutamente con il giudizio negativo! Scene di battaglia confusionarie, "parentesi" su altri argomenti che confondono ancora di più le idee, superficiale nell'affrontare le cause storiche che hanno portato a certe battaglie. Anche se già dalle prime pagine si poteva capire il livello dalla storia di Davide, in cui Davide conquista Gebus grazie ad un tunnel perche forse "qualche gebuseo che gli era amico glielo aveva rivelato"...!!!! Ah, non qualcuno che tradiva la sua città per interesse personale, o perchè era stato corrotto, ma perchè "gli era amico"... ORROREEE! Abbandonato a pagina 80...
23/12/2004
Un capolavoro! Un esempio mirabile e diremmo quasi l'opera omnia in fatto di ucronia. Da regalare a chi è appassionato del genere romanzo storico.
03/04/2004
...che certi libri vengano pubblicati e spacciati come libri di storia. Chiunque abbia una conoscenza leggermente sopra la media delle guerre puniche rabbrividirà leggendo il relativo capitolo: gli argomenti trattati rapidamente in quanto non centrali nella narrazione sono affrontati in maniera fuorviante, imprecisa (si può essere concisi ma precisi in ciò che si dice), non menzionando nemmeno alcuni eventi fondamentali e descrivendone altri in maniera assolutamente ed oggettivamente errata. La breve descrizione della prima guerra punica è assolutamente agghiacciante per superficialità e imprecisione, la biografia di Scipione è anche peggio: l'assedio di Cartagena è descritto in maniera inaccettabile; eventi della campagna d'Africa vengono descritti durante la campagna di Spagna (quindi errori oggettivi). Insomma, è evidente che l'autore in moltissimi passaggi non conosce ciò di cui parla. Può andar bene come romanzo d'avventura, ma le Case Editrici non dovrebbero mandare in giro libri del genere come testi di Storia. O, almeno, dovrebbero farli leggere prima a qualcuno che sia in grado di distinguere un'opera seria da una che non lo è. Assolutamente sconsigliato a chi ama la Storia.

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