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-50% La Croce Rossa Italiana. L'epopea di una grande istituzione Mario Mariani 978880455124
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La Croce Rossa Italiana. L'epopea di una grande istituzione


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Una delle più importanti e stimate istituzioni internazionali nacque da un'idea semplice ma rivoluzionaria: aiutare i feriti di guerra indipendentemente dalla loro nazionalità o fazione. Se nei conflitti contemporanei questo principio sembra scontato, nell'Ottocento non veniva nemmeno preso in considerazione e molti feriti erano destinati a morte certa. Fu un uomo d'affari ginevrino, Henry Dunant, di fronte al massacro di Solferino, a denunciare le inutili sofferenze di tanti soldati e a fondare nel 1863 il Comitato internazionale per il soccorso ai militari feriti in guerra. Un anno dopo, la Convenzione di Ginevra, con l'appoggio di numerosi paesi tra cui l'Italia, garantì uno status particolare a chi operava sotto il simbolo della croce rossa. Nel 1866, con la Terza guerra d'indipendenza, ci fu il battesimo del fuoco per l'Associazione italiana della Croce Rossa, che riuscì a rendere operative quattro squadriglie di ambulanze. Il periodo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento è segnato da due svolte epocali: l'apertura alle donne, con la creazione di sezioni femminili, e i primi interventi in tempo di pace (in Calabria per il terremoto del 1905, a Napoli per l'eruzione del Vesuvio dello stesso anno, a Reggio Calabria e Messina per il tragico sisma del 1908). Dopo il prezioso contributo di assistenza fornito nella Prima guerra mondiale, in particolare dal corpo delle infermiere volontarie, la CRI si occupa di tutte le emergenze postbelliche: dalla lotta alla tubercolosi alle campagne antimalariche nelle zone di bonifica, dal soccorso all'infanzia alla propagazione delle più elementari norme igieniche. Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, che per la prima volta vede colpita massicciamente la popolazione civile, il ruolo della Croce Rossa diviene fondamentale. Gli anni successivi, caratterizzati da grandi interventi in occasione di calamità naturali (come l'inondazione del Polesine del 1951, il disastro del Vajont del 1963 e l'alluvione di Firenze del 1966) e da attività capillari come le campagne per la raccolta del sangue, l'organizzazione di posti di pronto soccorso e di un autoparco di ambulanze, registrano purtroppo alcuni episodi di corruzione e di illeciti finanziari. Il momento di difficoltà viene superato attraverso la rivalutazione dell'originale componente volontaria e delle realtà locali lontane dalla burocratizzazione centrale. Ricostruendo, sulla base di un imponente apparato documentario, il glorioso percorso della Croce Rossa italiana dalla fondazione a oggi, Mario Mariani ci offre una lettura da una prospettiva del tutto inedita della storia del nostro paese.


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