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Le celebrità, viste di persona, sono come ci appaiono in televisione o sui rotocalchi? I divi sono simpatici? Sono davvero belli i belli? Hanno qualche difetto che non si nota sul piccolo o sul grande schermo? Sono 'rifatti'? E ancora: gli scoop sono inventati? Come può il fotografo essere sempre presente al momento giusto?
Quando si parla si star è meglio affidarsi a chi, come Silvana Giacobini, le stelle è abituata a incontrarle di persona, e da anni ne svela i segreti come giornalista della carta stampata e della tv. In questo libro il direttore di "Chi" prende per mano il lettore e lo guida con complicità lungo il labirinto dei gossip, dei retroscena, degli altarini, passando con disinvoltura dai cuori infranti da Flavio Briatore alle piccole e discrete fughe di Carlo d'Inghilterra e Camilla, dalle reazioni inconsulte di Leonardo di Caprio alle conquiste dei fratelli Inzaghi. Scopriamo così che Giorgio Armani cominciò la sua carriera come vetrinista, che Simona Ventura pensava di farsi suora, che Arnold Schwarzenegger non si separa mai dal suo talismano buddhista e che Marcello Mastroianni chiamava Catherine Deneuve "il mio ussaro francese".
Se "Celebrità" è soprattutto una piacevole passeggiata nella fiera - e nei falò - delle vanità, l'autrice non dimentica nemmeno di essere un'abile narratrice e, pagina dopo pagina, compone un quadro luccicante, ma anche umano, del jet-set. Perché anche i vip trepidano, sbagliano, soffrono, e naturalmente piangono. Parola di Silvana Giacobini.
12/07/2001
<br>Ogni tanto è bello leggere in un momento di relax qualcosa di curioso sui VIP! pur non essendo un ammiratore sfegatato della giacobini e della sua rivista CHI, non disdegno affatto i pettegolezzi, anzi li ritengo un piacevole passatempo in una vita sempre troppo seria; quindi evviva il Gossip. A questo punto mi sento di consigliare il libro a tutti!. un saluto grande. M. 76 ciao
29/06/2001
<br>Questo libro è una speculazione bella e buona. Una furbata per far soldi senza faticare troppo, trasponendo su carta pensieri da portineria. Mi stupisce che la persona che ne è autrice (ma è possibile usare questo termine?) venga definita una giornalista. Sì, dirige quella rivistucola di quart'ordine, "Chi", un fogliaccio sporcato dal nulla, ma credo abbia avuto poco a che spartire con il giornalismo vero e proprio. Consiglio a tutti di non leggere il libro, che per me è una costosa variante della carta igienica. non voglio essere offenssivo, ma neanche accondiscendente con una cloaca di porcherie da barbierie di provincia come questa.
22/06/2001
<br>Ho sempre pensato che la possibilità, riconosciuta ad ognuno, di pubblicare un libro sia, ad un tempo, una fortuna ed una sciagura. Perchè? Perchè ecco quello che accade nel caso d'una sciagura. Un libro per menti consumistiche, attente solo al rotocalco rosa più pettegolo e provinciale. Non è ammissibile che si leggano certe cose. Parlare delle celebrità in un libro significa, per me, dare un bel contributo al calo dell'interesse per la lettura. E poi un'altra cosa: pur di guadagnare, alcuni sarebbero pronti a scrivere di tutto. Chiudere gli occhi di fronte a cio? Possibile, ma difficile, perchè è difficile transigere sulla mediocrità. Quello che mi impressiona è che poi ci si stupisca per la cultura che scarseggia, rimpiazzata dalla sola attenzione alle mode ed al gossip: quando si semina bene, si raccoglie bene.

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