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Andrea Marigliano è un giovane avvocato arrivato a Napoli dalla provincia per entrare nello studio del professor Scalia, "il più grande penalista del meridione". Trepido e appassionato, Andrea vive in una condizione di soffusa esaltazione, una specie di limbo in cui apprezza la vita e al tempo stesso ne ha nostalgia. Il professore, invece, è un uomo ferito, emblema di quell'irriducibile scarto tra la luminosa coerenza del diritto e la tenebrosa fragilità dell'esistenza. Garantista convinto e incrollabile sostenitore della presunzione di innocenza, ha dovuto infatti sperimentare sulla propria pelle i guasti del giustizialismo. E ne è rimasto segnato nel morale e nel fisico. Secondo Joseph Conrad si vive come si sogna, da soli. Questa amara consapevolezza si affaccia nella mente di Andrea Marigliano, ma si attaglia perfettamente anche al professor Scalia. Eppure saranno proprio il vecchio maestro e il giovane allievo, in una breve quanto straordinaria stagione, a dar vita a un singolare sodalizio, una sorta di comunione fondata su una forte affinità di gusti e di visioni, e a rappresentare dunque una patente eccezione alla cinica regola conradiana. Ma come le appassionate discussioni sul cinema, la musica, la boxe cementano la loro intesa intellettuale, così la complicata difesa di un anziano e repellente individuo accusato di molestie sessuali ai danni di una ragazzina è destinata a segnare per sempre i loro destini. Con abilità, Antonio Monda sembra avviare la sua storia sui binari dell'inchiesta giudiziaria, ma presto appare chiaro che, pur rimanendo vivissima la tensione narrativa, ciò che sta a cuore all'autore è ben più profondo e significativo: è un discorso che si allarga dalle vicende dei protagonisti a quelle che segnano quotidianamente la nostra contemporaneità, e che ha per tema le modalità e la sostanza stessa della giustizia - un discorso duro, a tratti doloroso, ma con un bagliore di luce religiosa il cui riverbero illumina di pietà uomini e cose. Opera prima intensa e sincera, "Assoluzioni" affianca all'incisività di indagine psicologica un'ironia talvolta amara, più spesso sorniona e divertita. Con una scrittura viva, piena di sapore ma sempre nitidissima, Monda dà vita a un intreccio di passione e menzogna, di lealtà e tradimento, di rivolta e dedizione che ha una stupefacente capacità di parlare a ogni lettore.
22/04/2008
Un libro estremamente superficiale(!!) Non va mai a fondo in nulla, nè negli aspetti psicologici - come senz'altro l'autore avrebbe voluto fare - nè tantomeno in quelli professionali (e giuridici). L'unica sua nota positiva è la brevità. Perlomeno lo si legge velocemente, facendo un favore a chi lo ha ricevuto in regalo. Mi aspettavo di più da un autore con un curriculum così brillante. A.C.

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