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Tutto quello che facciamo, Io facciamo per essere amati. A ogni parola che pronunciamo ne fa da sottofondo un'altra: "Amami". E' una richiesta da accattoni sentimentali, ma è anche un comando a cui è impossibile ubbidire: perché non si può obbligare nessuno ad amare. Massimo Giacon ha disegnato sessanta ritratti di singoli e coppie alle prese con il loro bisogno d'amore: situazioni ordinarie e scabrose, caratteri colti in pochi tratti o tratteggiati minuziosamente: sono personalità piatte o complicate, comportamenti disarmanti e inauditi che mirano tutti a farsi voler bene. Tiziano Scarpa ha raccontato la loro storia, li ha descritti come inserzionisti alla ricerca di un'anima gemella. Il risultato è un libro insolito e profondo, che lascia una scia di duratura emozione. Per dire "Amami" in sessanta modi assolutamente nuovi.
23/05/2007
Giacomo Di Girolamo - giacomodigirolamo@tele2.it
E' la Spoon River della solitudine, questo 'Amami', della coppia Giacon-Scarpa. Il primo non lo conoscevo, ed è un disegnatore. Il secondo è scrittore di finissimo cervello che mi lasciò a bocca aperta con quel meraviglioso racconto in versi che è 'Groppi d'amore nella scuraglia'. Se lì la storia d'amore di Scatorcio era puro gioco linguistico, qui invece sono cento storie d'amore brevi, di solitudini estreme, ognuna che si risolve con un appello: "Amami". Non si tratta di una 'graphic novel'. Il lavoro di Scarpa è didascalico, il dottor Giacon mette a nudo le anime dei pazienti con tratto grottesco di biro, a lui il compito di dare qualche informazione in più su questi personaggi. Manca il colpo di genio, l'invenzione gustosa. A tratti può sembrare volgare, il tratto di Giacon è perverso, inequivocabile, inappellabile. Ma 'Amami' non è un libro stupido.. E' solo una risposta troppo frammentata alla vera domanda che alla fine Scarpa si fa : esiste da qualche parte un amore indistruttibile?
