L'approfondimento del tema non può fare a meno di un attento esame della casistica, per la delimitazione degli ambiti di rilevanza e l'individuazione dei profili essenziali. La scoperta delle direttrici lungo le quali si muove la giurisprudenza di legittimità consente un recupero di consapevolezza sui contenuti di tutela dell'intervento per abnormità, sempre più spesso diretto ad un controllo sugli ambiti di discrezionalità, di cui il giudice dispone per il "governo" del modo di evoluzione dell'accertamento penale. L'incremento della casistica dell'atto abnorme fa emergere infatti la crisi dell'efficacia risolutiva di siffatti poteri giudiziari sui tanti conflitti, che segnano lo sviluppo processuale. Ed è proprio nella rottura della struttura dinamica e progressiva del processo, che risiede il nucleo di significato patologico dell'abnormità. L'interruzione, o peggio la regressione, del processo fa dell'abnormità una specie di invalidità dell'atto, anche in assenza di una fattispecie normativa di riferimento. Il termine di comparazione, per il giudizio di invalidità, è allora il momento procedimentale, in cui si innesta l'atto asseritamente abnorme, per una verifica di compatibilità con gli effetti prodotti dagli atti di quel particolare contesto in vista della successiva evoluzione processuale
Capitolo I - La definizione di atto abnorme
Capitolo II - Gli ambiti dell'abnormità
Capitolo III - L'individuazione dell'abnormità
Capitolo IV - I confini dell'abnormità

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