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Nelle scienze sociali esiste un diffuso complesso di inferiorità che spinge gli studiosi a cercare le cause universali dei fenomeni, pena l'esclusione dalla comunità accademica. Negli "esercizi di anticriminologia" qui presentati, l'autore evita la ricerca di una zona centrale di imputazione, di un peccato originale, che spieghi i fenomeni criminali. Si limita a descrivere e analizzare dei casi, lasciando al lettore il giudizio sulla loro legittimità e sulle procedure che ne consentono la definizione come criminali. Ruggiero osserva, peraltro, che le cause sottese a una certa condotta criminale in un determinato contesto sono esattamente opposte alle cause che sottendono simili condotte in altrei contesti. Questa "causalità degli opposti" che attraversa ognuno degli 'esercizi' qui raccolti, viene applicata simultaneamente ai delitti dei deboli e ai delitti dei potenti. Nella prima parte del libro si esaminano le attività criminali ruotanti intorno all'economia delle droghe illecite. La seconda parte si occupa del traffico illegittimo di materiali bellici e di esseri umani, e della corruzione politica e amministrativa in Italia, Francia e Regno Unito. Due gradevoli intermezzi completano la raccolta. L'uno è relativo al dibattito sulla legalizzazione delle droghe, mentre l'altro, attraverso lo studio di alcuni testi di Daniel Defoe, suggerisce che la definizione di crimine economico era problematica nel secolo XVIII come lo è oggi.

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