Dall'inizio dell'epoca moderna l'antichità classica è apparsa come la matrice storica della nostra civiltà e si è continuamente rinnovato lo sforzo di studiarne la fisionomia, di prendere coscienza dei suoi valori. In particolare, dalla fine del Settecento in poi, più ancora che dalla civiltà romana, i migliori ingegni sono stati attratti dal mondo greco. Oggi non possiamo più credere alla civiltà greca come a un modello extra-storico di perfezione, al quale dovremmo tentare di adeguarci: conosciamo i limiti di quella civiltà sappiamo che l'umanità, nel suo tormento o nel suo lineare cammino, è andata oltre, ma tuttora è impossibile comprendere pienamente le istituzioni politiche, le espressioni artistiche e culturali, le varie visioni della vita odierna, senza rintracciarne le origini nella grecità classica ed ellenistica. Con questa sua opera Pohlenz ha messo a disposizione dei lettori una vasta sintesi che consente di comprendere nella sua interezza l'umanità dei Greci antichi: attraverso un'esposizione avvincente, l'autore fa rivivere l'uomo greco come individuo e come elemento della comunità, nella sua attività creativa di filosofo, di scienziato e di artista, nei suoi rapporti con la divinità e nella sua vita quotidiana. La presente traduzione italiana va considerata come una nuova, definitiva edizione dell'opera di Pohlenz, poiché contiene numerose aggiunte o modifiche appositamente preparate dall'autore, che non si trovano nell'edizione tedesca. Inoltre, nel saggio introduttivo di Giovanni Reale, composto per questa riedizione, si trovano una serie di riflessioni integrative sui concetti-chiave con i quali Pohlenz ha ricostruito la figura dell'uomo greco. Infine, Giuseppe Girgenti ha composto una completa bibliografia e una serie di nuovi indici, assenti nelle precedenti edizioni.

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