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-15% La terra trema. Messina 28 dicembre 1908. I trenta secondi che cambiarono l'Italia, non gli italiani Giorgio Boatti 978880452673
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La terra trema. Messina 28 dicembre 1908. I trenta secondi che cambiarono l'Italia, non gli italiani


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Il più disastroso terremoto mai avvenuto in Europa, quello che il 28 dicembre 1908 rade al suolo Messina e Reggio Calabria, con il suo tragico bilancio di morti (quasi centocinquantamila) supera di gran lunga la catastrofe che qualche anno prima ha distrutto San Francisco.
Nella livida luce dell'alba invernale la terra trema: scosse di immane potenza si susseguono per trentadue interminabili secondi. Immediatamente dopo, in un surreale silenzio, un rombo sordo che sembra venire dal fondo del mare. In rapida successione le gigantesche ondate del maremoto investono la città devastata dal sisma. Sparisce il porto, le barche sono scagliate sopra le macerie dei palazzi. Scompaiono la stazione e gli scali ferroviari, vengono spazzati via i binari. Crollano abitazioni e imponenti edifici. Tra le macerie, decine di migliaia di abitanti sono sepolti vivi, intrappolati accanto ai morti, mentre interi isolati prendono fuoco e inizia una pioggia sottile che continuerà per giorni e giorni. Nella città devastata accorrono alcuni tra i più famosi giornalisti italiani: Luigi Barzini e Giuseppe Antonio Borgese, Goffredo Belloni e Guelfo Civinini. Assieme all'accorata testimonianza dello scrittore Dino Provenzal e dello storico Gaetano Salvemini, che nel disastro perde tutti i suoi cari, il loro reportage fissa memoria indelebile di uno dei capitoli più tragici nella storia del nostro paese. Giorgio Boatti narra per la prima volta la catastrofe di Messina in un'ampia e serrata ricostruzione basata, oltre che sulle cronache e i racconti dei sopravvissuti, su documenti inediti che ne illuminano i più drammatici e sconvolgenti risvolti: i ritardi nella ricerca dei sepolti vivi, l'incapacità delle istituzioni di decidere con coerenza e di operare con umanità. In una città lasciata priva di tutto si eseguono fucilazioni sommarie contro chi compie furti e saccheggi e si tenta di deportare la popolazione sopravvissuta per semplificare la gestione dello stato d'assedio. A questo apocalittico scenario risponde l'impressionante solidarietà delle nazioni del mondo intero. E si registra il tempestivo accorrere a Messina e in Calabria di squadre di soccorso organizzate da numerose città italiane, decise a non delegare niente allo Stato, al governo, ai pubblici funzionari. Una vicenda, quella narrata da Boatti, che mette a fuoco due Italie diverse, contrapposte. E che, pur rimossa, ha continuato a pesare sulle identità passate e presenti del nostro paese.


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