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Questo libro cerca di analizzare queste significative esperienze nell'intento di costruire il racconto di una speranza: quella di aiutare chi vive la sofferenza mentale cercando di entrare nel suo mondo, senza pretese di superiorità o vezzi autoritari. Dalla seconda metà degli anni '50 matura una nuova sensibilità verso il disagio mentale, partendo da studi sociologici e statistici (la ricerca pionieristica di Hollingshead e Redlich negli Stati Uniti). Il 1961 risulta un anno chiave: Foucault pubblica "Storia della follia" (vertiginoso quadro storico di come la sragione sia stata incanalata lungo i percorsi del controllo e dell'internamento); Basaglia diviene direttore dell'ospedale psichiatrico di Gorizia e avvia quel profondo lavoro di cambiamento dall'interno della struttura manicomiale che sboccherà nella citata legge; Goffman da alle stampe la raccolga di studi "Asylums" che per la prima volta indaga con sguardo sociologico il mondo della segregazione psichiatrica. In Inghilterra, nel corso degli anni '60 e '70 Laing e Cooper si muovono al di fuori delle istituzioni coltivando il sogno di un luogo dove si annullino le differenze tra medico, infermiere, malato vivendo ognuno la propria ritrovata autenticità. Questo libro è' il racconto di una grande utopia, declinata in modi diversi a seconda delle competenze, dell'esperienza, del progetto. Ma ha al fondo un desiderio comune: quello di aiutare chi sta male restituendogli libertà, dignità, umanità.

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