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Come nell'intermezzo musicale di Pergolesi la serva (la matematica) si rivela così "prontissima" a mettere a disposizione la sua arte al padrone (la conoscenza del mondo) da farsi signora in casa d'altri. Nessuno oggi ne contesta l'efficacia per eseguire calcoli e previsioni nelle più svariate applicazioni: dal conto della spesa alle orbite dei pianeti! Ma scienziati e filosofi continuano a disputare sulle ragioni di tale successo. Forse il mondo che abitiamo non è che la copia sbiadita di quello delle verità matematiche sottratte all'uso del tempo cui si è ispirato il Signore nel creare i Cieli e la Terra? O invece la matematica non è che un raffinato prodotto dell'evoluzione del vivente? Montaigne congetturava che anche le fiere sapessero contare e riconoscere regolarità geometriche. Certo è che l''Homo sapiens' ne è capace. D'altra parte, molte specie di belve feroci si sono estinte, mentre la "specie" dei matematici pare ancora fiorente! Un fisico passato alla biologia sperimentale e un matematico con la passione della storia si confrontano sul fascino e il potere di quelle che Lautréamont chiamava le "matematiche severe", presentandole però con leggerezza e ironia in un dialogo di sapore galileiano.

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