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Martin Amis ha scritto sull'11 settembre una settimana dopo l'attentato terrorista alle Torri. In quel primo articolo lo scrittore si senti ridotto a spettatore, sia pure lucido, di una catastrofe che non riusciva a comprendere. Con negli occhi l'immagine finale degli attacchi, il volo United 175: "per quelli della Torre Sud, il secondo aereo fu la fine di tutto; per noi, rappresentò il primo segno del futuro". Negli anni successivi tornò ad occuparsi dell'argomento molte altre volte, con articoli, recensioni (al film "United 93"} e ad alcuni libri), e due notevoli racconti: "Nel palazzo della fine" (sulla pratica della tortura nell'Iraq di Saddam Hussein) e "Gli ultimi giorni di Mohamed Atta", nel quale immagina, con la precisione di una spia, le ultime ore del terrorista incaricato di pilotare il primo aereo della catastrofe.
