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Difficile oggi fare l'insegnante di lettere. Quando lo dico in giro, molti mi guardano perplessi. Secondo me, chi è fuori dalla scuola non può sapere come stanno le cose. Allora mi è venuta voglia di raccontarlo, dal momento che le sorti della scuola devono importare a tutti, è evidente. Ho deciso di dire un po' come la vedo io, questa volta senza la protezione di una storia romanzesca. Ho scelto come primo ascoltatore il mio cane, perché chi ne sa meno di lui? La sua estraneità canina mi aiutava a non dare niente per scontato. Poteva andare bene anche un marziano, ma dove trovarlo? Il mio cane è attento e partecipe: credo che 'senta' i miei pensieri, in particolare se fanno rumore; e i miei pensieri sulla scuola ultimamente fanno dentro di me molto rumore... Ho provato a dirgli come ci sentiamo adesso noi che abbiamo molto amato la letteratura, e perché facciamo così fatica a 'passare' i nostri amori ai ragazzi. Ho cercato di spiegargli che cosa sono i Progetti, i Recuperi, i Percorsi, i Debiti, gli Obiettivi, il Pof, tutte queste parole che fino a ieri appartenevano solo ad altri mondi - rispettivamente l'architettura, il diving, la topografia, l'arte militare - e che di colpo si riversano sulla scuola come un fiume in piena (ovvio che poi ci sembra di annegare). Mi sono anche chiesta: dove sono finiti lo studio, la lettura, il tema, la concentrazione, il tempo, la logica, gli apostrofi, la noia? Perché, proprio nell'Era dell'Autonomia, ci pare di aver perso completamente... l'autonomia? Per quale motivo dobbiamo imparare a insegnare, e insegnare a imparare, e a nessuno importa mai che cosa? Ho finito il libro con un'utopia che, per quanto bizzarra e piuttosto irrealizzabile, mi aiuta a fare ancora questo "mestiere che non c'è più".
Un racconto-riflessione, amaro e divertito, sulla nuova scuola italiana, le sue follie e il suo declino che pare inarrestabile.
04/10/2011
Straordinario saggio,tutti dovrebbero leggerlo: docenti, genitori e studenti! Leggerlo per riflettere, per porsi interrogativi, per condividere e anche per contestare... per darsi uno spazio mentale pieno, come suggerisce l'autrice.
20/09/2007
Questa signora Mastrocola l'ho anche vista dal vivo e non mi sta simpatica... tralasciando il suo libro ''la barca nel bosco'', quest'ultimo ancora più deludente... mi lascia perplessa e alquanto indispettita. Ho letto solo il primo capitolo (e non per mia scelta), lo trovo molto noioso e incoerente e inconcludente. A mio parere non dovrebbe fare nè la docente di lettere nè tantomeno la scrittrice.
15/04/2005
Per chi, come me, continua a rimpiangere la scuola di una volta e, soprattutto, l'amore e la passione - condivisi con gli indimenticabili compagni di scuola - per gli eterni valori della letteratura e della poesia, acquistare piena consapevolezza attraverso l'ultimo libro della Mastrocola (insegnante di lettere in un liceo torinese)del progressivo declino di tali valori risulta a dir poco devastante... Eppure, anche dopo la lettura di questo breve saggio, scorrevole e ben scritto, ma denso di concetti seri e profondi, permane la speranza in tutti noi che anche negli alunni e nei liceali di oggi possa nonostante tutto scoccare la scintilla che li conduca ad innamorarsi per sempre della pagina scritta!
08/02/2005
Ho trovato questo libro un po' sciatto, a tratti noioso. Poche pagine interessanti e vivaci. Sarà che nella scuola ci vivo e so già quello che la Mastrocola racconta... Sullo stesso tema ho trovato molto più interessante e vivace il libricino satirico di Parresiade (LA SCUOLA DEL P(L)OF)
06/11/2004
Una lucida analisi dello sfacelo del nostro sistema scolastico, descritto con tranquilla e serena disperazione da chi, rendendosi conto dell'immane catastrofe, altrettanto capisce che siamo probabilmente ormai oltre il punto di non ritorno: la frana si e' staccata dal monte, e acquista velocita' e dimensioni precipitando verso il fondovalle. Da leggere, non soltanto per addetti ai lavori (insegnanti, docenti universitari), per comprendere le cause del continuo e sempre piu' precipitoso declino del ''materiale umano'' su cui sono chiamati a prestare la loro opera, ma per tutti, e in particolar modo per i genitori, almeno per quelli ancora in grado di cogliere il ''messaggio'': forse non saremo piu' in grado di rimediare, ma altrettanto saremo forse un po' piu' consapevoli dell'incombente disastro, e chissa' ... Piu' in generale, per comprendere alcune delle principali cause dell'impoverimento culturale e spirituale di questa nostra societa'. Da leggere insieme a ''Segmenti e bastoncini'' di Lucio Russo: due punti di vista diversi e complementari (Mastrocola piu' circoscritto e personale - ma parla al cuore -, Russo piu' ampio e oggettivo - inserisce i fenomeni nel contesto delle dinamiche sociali ed economiche che li stanno orientando).
01/11/2004
Io non l'ho nemmeno preso per un romanzo! Dopo il romanzo a tesi !Una barca nel bosco! (che non mi è piaciuto), è venuto questo testo dove le idee dell'autrice sono espresse in modo diretto...sia pure al cane. Meglio così, perchè in questo modo la requisitoria sulla devastazione della scuola si presta alla riflessione e alla discussione. Le stesse tesi, travestite da personaggi, in "Una barca nel bosco" non fanno un buon romanzo e vengono svilite come tesi. In "La scuola raccontata al mio cane", forse proprio perchè non c'è una trama, gli spunti e gli aneddoti che sono disseminati qua e là hanno più vivacità e credibilità: insomma un saggio romanzato di notevole interesse per il lettore, anche perchè va contro corrente e risulta quindi assai stimolante. Intelligentemente la Mastrocola non rinnega la necessità del cambio di marcia che fu avvertita trent'anni fa, ma riflette sul fatto che, invertendo la rotta e perseverando per trent'anni nell'andare sempre nella nuova direzione, si è finiti sulla scogliera opposta. Sarebbe forse tempo per una nuova virata in senso contrario.
22/10/2004
ma...non saprei che giudizio dare ben scritto correvole ma non ha una vera e propria storia a tratti mi sembra un po' noioso ...ma insomma mi aspettavo di piu'....

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