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Continua, con questo secondo volume dell'autobiografia mai prima apparsa in traduzione italiana, la meritoria opera di riscoperta e riproposizione di Koestler che Il Mulino sta portando avanti da alcuni anni. Nel primo volume erano protagonisti l'Ungheria della rivoluzione dei soviet e dell'ammiraglio Horthy, il sionismo e la Palestina, la Parigi degli anni venti e la Berlino della crisi di Weimar e della presenza sempre più inquietante del nazismo. In questo secondo volume il protagonista è il comunismo, il filo rosso attorno a cui le vicende personali dell'autore e quelle collettive dell'intera Europa si sovrappongono in una maniera distesa, limpida, quale solo una scrittura felicemente narrativa sa dare. C'è molta narrazione, in effetti, negli scritti autobiografici di Koestler; così come la riflessione saggistica accompagna la prosa e i dialoghi dei suoi romanzi, dal notissimo "Buio a mezzogiorno" al più dimenticato "I gladiatori", di cui qui si racconta la genesi, la costruzione, il duro lavoro di studio che l'aveva preparato.
Introduzione
Parte prima: euforia (1932)
Parte seconda: utopia (1932-1933)
Parte terza: esilio (1933-1936)
Parte quarta: la scrittura invisibile (1936-1940)
Epilogo: Ritratto dell'autore a trentacinque anni e oltre

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