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Lo Harjedalen, nel nord della Svezia, è una terra di foreste sterminate, i cui lunghi inverni sono a stento rischiarati dal bagliore della neve. È qui, in un casolare sperduto, che Herbert Molin, ex poliziotto in pensione, decide di ritirarsi. E qui, un brutale assassino lo raggiunge per accompagnarlo in un ultimo, terribile ballo con la morte. Quando la polizia arriva sulla scena del delitto, trova delle impronte di sangue che sembrano tracciare i passi del tango. Il trentasettenne Stefan Lindman, ispettore della polizia di Boràs, un tempo collega della vittima, per non doversi confrontare con la malattia che lo tormenta si butta a capofitto nelle indagini e scopre ben presto l'inquietante passato nazista di Molin. Esiste un legame tra la sua morte atroce e le sue convinzioni politiche? E qual è il ruolo della rete neonazista che, sempre più nitida, viene alla luce e sembra toccare lo stesso Lindman molto da vicino? Sulle tracce dell'assassino, che dalla Svezia portano in Germania e Argentina, la sua inchiesta ripercorre un pezzo doloroso della nostra storia. Lo attende una rivelazione sconvolgente, oltre all'amara consapevolezza che la follia che per anni devastò l'Europa non è affatto sepolta.
Formato:
Brossura
Pagine: 491
Lingua: Italiano
Titolo originale: Danslararens aterkomst
Lingua originale: Svedese
Editore: Marsilio
Anno di pubblicazione 2007
Codice EAN: 9788831792035
Traduttore:
Giorgio Puleo
Generi:
Gialli e Fantasy,
Gialli e Thriller
Romanzi e Letterature,
Romanzi Stranieri Contemporanei
2007-07-02
luis
aluigi2001@yahoo.it
Non condivido i toni entusiastici dei lettori che hanno commentato questo enesimo romanzo di Mankell. E' certamente un buon giallo ma nulla più: buonissimo inizio, noiosetto nella parte centrale, quasi scontato il finale. Resto sempre dell'idea che Vargas sia un ''giallista'' con una marcia in più.
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2007-06-02
Grizzly
senecta@libero.it
Un libro di quasi 500 pagine nel quale vengono sfruttati sapientemente meccanismi e situazioni del thriller - noir - mistery. Lo stile di scrittura è costruito su frasi brevi e asciutte. I protagonisti sono isolati da distanze siderali, attorniati da una natura silenziosa e ostile. I concetti e i valori veicolati sono interessanti e smorzano in alcuni momenti alcune legnosità del libro. Buona lettura:)
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2007-05-16
...punto e basta. Mankell scrive forse il suo libro più bello (anche senza il mitico Kurt Wallander).
Un plot perfetto e ben congegnato che si dipana pagina per pagina lasciando il lettore con la vera curiosità di sapere cosa porterà il successivo capitolo. E poi le magiche atmosfere di una Svezia cristallizzata nel freddo e nel silenzio dei suoi boschi.
E, infine, il dispiacere di leggere la parola ''fine''.
Ma è buona stagione per noi appassionati di Mankell: segue, immediatamente questo, ''Il cervello di Kennedy''. Non basta che rituffarsi in un'altra lettura che, sicuramente, non ci tradirà come non è mai successo con tutti i suoi altri libri.
Buona lettura a tutti.
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