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La grammatica non funziona in modo uniforme: in alcuni casi ci impone regole non negoziabili, in altri ci lascia ampi margini di scelta. La struttura dei suoni, delle sillabe e delle parole, per esempio, risponde a regole rigide; all'altro estremo, un testo è il risultato delle scelte di chi lo ha scritto. Nella frase, che è lo snodo strategico dell'espressione, i due modi di funzionare si danno il cambio. "Le regole e le scelte" di Michele Prandi descrive le risorse dell'italiano tenendo conto degli sviluppi della ricerca linguistica, nello sforzo di affrontare compiti eterogenei con strumenti concettuali differenziati, e di accompagnare l'inventario delle risorse grammaticali con un'esplicitazione sistematica delle basi concettuali dell'analisi. In due punti l'impianto della grammatica si discosta dallo schema tradizionale. La morfologia è spostata alla fine del volume, nella convinzione che lo studio delle classi di parole abbia il valore di un bilancio del loro funzionamento nella frase semplice e complessa, nel testo e nella comunicazione. L'analisi delle relazioni transfrastiche come la causa o la concessione, tradizionalmente parte dell'analisi del periodo, è preceduta dallo studio della coerenza e della coesione testuali. In questo modo la descrizione delle risorse testuali impegnate con i mezzi grammaticali in compiti funzionali comuni non è un capitolo separato, ma parte integrante della descrizione della lingua.

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