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Delft, XVII secolo, una casa nella zona protestante della città... Griet, la giovane figlia di uno dei decoratori di piastrelle più rinomati di Delft - privato, per un incidente, "degli occhi e del lavoro" -è in cucina quando ode voci decisamente insolite nella casa di un modesto decoratore... voci che suggeriscono "immagini di tappeti preziosi, libri, perle e pellicce". Sull'uscio appaiono improvvisamente due figure: un uomo dagli occhi grigi come il mare e un'espressione ferma sul volto lungo e spigoloso, e una donna - piccoli ricci biondi, sguardo che guizza qua e là nervosamente - che sembra portata dal vento, benché la giornata sia calma. Sono Johannes Vermeer, il celebre pittore, e sua moglie Katharina, gente ricca e influente, proveniente da vicino, dal Quartiere dei Papisti, eppure lontanissima da Griet e dal suo mondo.
Griet ha sedici anni e quel giorno apprende dalla voce della madre il suo destino: andrà a servizio dei Vermeer per otto 'stuiver' al giorno, dovrà fare le pulizie nell'atelier del pittore, e dovrà agire delicatamente, senza spostare né urtare nulla.
Romanzo che ci conduce là dove l'arte è divisa dai fantasmi della passione soltanto da una linea sottile: tra Vermeer e Griet, l'artista e la serva, l'amato e l'amante, l'uomo potente e la giovane donna che non possiede altro che il suo incanto e la sua innocenza, si stabilisce un'intensa relazione fatta di sguardi, sospiri, frasi dette e non dette.
"La ragazza con l'orecchino di perla" ci offre anche alcune delle pagine più felici, nella narrativa contemporanea, sulla dedizione e sul coraggio femminile.
03/04/2011
Interessante e appagante per chi ricerca i dettagli e le descrizioni: a partire dal racconto della vita di una serva del 1600, ai particolari dell'abbigliamento e della case olandesi, i colletti, le cuffiette, i pizzi, e, naturalmente gli orecchini di perla... Sembra quasi di averli tra le mani, lisci e freddi, grandi e pesanti, ma ciò che rimane più di tutto dopo averlo letto è quello che ho chiamato "silenzio": la passione mai consumata tra Griet e il pittore, gli sguardi, le mani che si sfiorano, lei che "assaggia le sue lacrime" nel momento in cui lui le infila l'orecchino... e ancora, la ridondanza della geometrie tra le verdure che lei affetta e sistema nel piatto all'inizio del libro e gli oggetti sulla scrivania di lui. Sì, il libro propone silenzi "immaginati" e "sentiti", creati esclusivamente dai pensieri di lei ... Unica cosa: chi, come me, dei romanzi storici ama anche le storie al di fuori delle case e i racconti degli avvenimenti "politici" dell'epoca, non ne avrà grande appagamento. Rispetto al film, la storia è fedele al libro, tranne che per la fine, che nel film è accennata, nel libro è più completa.
07/01/2009
Ho letto questo libro per la scuola...all'inizio temevo che fosse uno di quei libri noiosi e che avrei abbandonato dopo due pagine...invece leggendolo sono stata letteralmente rapita dalla storia di questa ragazza.; non riuscivo a smettere di leggere e devo dire grazie a questo libro se ho scoperto l'amore per la lettura....anche io come molti mi aspettavo una storia con il pittore..ma penso che il finale sia giusto ed adeguato all'epoca del racconto....consiglio a tutti questo libro..è stupendo.. Mi rimane solo un dubbio...mi conviene vedere il film??? Da come ho letto qui è una delusione ma sono molto curiosa di vedere rappresentato questo libro....vedremo....
18/12/2008
Stupende ricostruzioni storiche, storia appassionante, trascinante ma estremamente fine e delicata.Un libro che spiega meravigliosamente la natura dell' arte dell' amore. Una delle autrici più talentuose del 2000.
30/11/2008
bello!!!! belli i pensieri nascosti di GRIET che, se li avesse detti a voce alta, la magia del libro non sarebbe stata così alta. Davvero e artistico. Ti sembra di sentire l'amore tra i due in ogni istante e di vedere il quadro. BELLO DAVVERO MA IL FILM NON E' COSì BELLO xchè la protagonista non parla mai e non le fanno ''dire'' i pensieri...
22/06/2008
L'ho letto qualche anno fa e mi è rimasto nel cuore; pieno di bellissime descrizioni, lieve, con i personaggi che sembrano prendere vita, lo splendido personaggio della servetta sembra reale. E' un libro che non si dimentica. Ornella
29/02/2008
Un libro delicato e molto intenso, coinvolge dal punto di vista psicologico, ti fa sentire le sensazioni provate dai due protagonisti fino a farti immedesimare, una lettura forse non per tutti, ma per chi ama il genere introspettivo è veramente un capolavoro.
07/08/2007
giulia - giugi91g@libero.it
Dopo averne tanto sentito parlare ho letto anch'io questo libro. Bella l'intesa tra pittore e domestica anche se avrei voluto una storia d'amore tra i due che seppur minima forse c'è stata... Consiglio questo libro, anche se all'inizio attira poco poi riesci ad entrare nella storia.
20/07/2007
''La ragazza con l' orecchino di perla'' è il libro che ha reso Tracy Chevalier una scrittrice di successo, e, leggendolo, si comprende perchè: la trama è originale, l' ambientazione è ben descritta attraverso i ricordi e il modo di vivere quotidiano della protagonista, e il consistente numero di pagine fitte di descrizioni e pensieri non annioia per nulla, e anzi, arricchisce molto il romanzo. Il punto di vista di Griet, che in casa Vermeer ricopre il ruolo di umile servetta, è molto particolare. Ne corso della storia Griet si trova invischiata contro la sua volontà nella vita privata dell'artista Johannes Vermeer; visti i premessi, ho aspettato a lungo che tra i due nascesse qualcosa di simile all' amore, ma la Chevalier scrive inaspettatamente di un rapporto unico, fatto principalmente di sguardi d' intesa. Sono rimasta stupita dal finale, ma sono contenta che Tracy Chevalier abbia voluto risparmiarci la solita trama imperniata su una relazione impossibile. Nel complesso il romanzo emana tristezza, tuttavia lo consiglio a chiunque non speri in un' appassionata avventura romantica. E' da non perdere. Caty
21/03/2007
Miriam - moretti157@interfree.it
Un romanzo, a mio avviso, 'diverso' dai soliti: non la solita storia scontata, pochi i dialoghi, tante le descrizioni, un finale non scontato...! Proprio per questo mi è piaciuto molto. Lo consiglio a tutti!
04/02/2007
semplicemente perfetto.....nn c'e altro da aggiungere......nn si può criticare un libro del genere....in primo perchè l'autrice è talmente brava...che sembra che lo svolgersi della storia scorra davanti agli occhi........e in secondo perchè....trovo che griet sia un ''eroina'' perfetta....dolce,forte e intelligente...ha un intuito fantastico che in un caso sorprende lo stesso vermeer....non penso ci sia altro da aggiungere...
30/01/2007
E' una bella occasione per calarsi in una dimensione del passato ben descritta nei dettagli.
30/11/2006
insomma ho letto questo libro per la scuola(non per mi volontà!). Non mi ha entusiasmato più di quel tanto..non succede quasi mai niente di veramente interessante che ti possa stimolare o far viaggiare con la mente! non ha suscitato in me nessuna emozione!!!!! non lo consiglio
25/09/2006
Leggere questo libro significa rivivere un'epoca con i suoi colori, odori e maniere. L'ho trovato delizioso.Le descrizioni sono ben fatte ma non annoiano.
20/08/2006
A me NON PIACE leggere, ma dopo aver visto il film VOLEVO leggere il libro, e a me è PIACIUTO 1 casino!! il PRIMO libro che sono riuscita a leggere TUTTO senza saltare pezzi !! VERAMENTE SPLENDIDO!! LEGGETELO!!!! NE VALE LA PENA!!!
15/08/2006
SassenachManuela - man.orru@tiscali.it
Ho letto questo libro in un paio di giorni..per nulla noioso..molto carino.
07/08/2006
Non è certo un romanzo che ti emoziona o il capolavoro di cui tanto ho sentito parlare ... tolto qualche buon passaggio descrittivo è un libro che si lascia leggere, tutto qui. Non ho letto altro della Chevalier ma mi auguro che questo non sia il suo miglior lavoro ...
09/04/2006
Emanuela - lattea75@yahoo.it
Romanzo molto raffinato! La descrizione dei personaggi è impeccabile. Il personaggio di Griet riesce a trasmettere tenerezza, passione e tanta forza d'animo. Da leggere!!!
05/04/2006
Noioso...troppo descrittivo...l'ho letto fino alla fine anche se troppo lento.
12/01/2006
Linda - linday1991@infinito.it
Questo è il libro che ha celebrato il trionfo della Chevalier. E non potrebbe essere stato altrimenti: è scritto molto bene, in alcune parti sembra addirittura di vivere la storia in prima persona. Io ho letto il libro circa un anno fa in questo stesso periodo e devo dire che ancora adesso lo prendo talvolta in mano per rileggere i passaggi più belli. Fantastica la scena finale, che riprende la famosa rosa dei venti delle pagine iniziali (non ho visto il film, se qualcuno può dia la sua opinione riguardo la fine del film... comunque non penso che la scena sia esattamente come la si immagina leggendo il romanzo). Se dovessi riassumerlo in una parola, lo definirei ''dolce''. Non ''fantastico'', ''meraviglioso'', ''stupendo'', ''da leggere''... ma dolce, perché è questo che la Chevalier mi ha trasmesso. (Comunque, se proprio lo volete sapere, ''La vergine azzurra'' è il migliore in assoluto.)
06/10/2005
E' proprio vero che ognuno la pensa a modo suo. Secondo me anche se la trama di questo libro non è avvincente e piena di colpi di scena, ti induce ad arrivare in fretta alla fine per vedere gli sviluppi di questa storia. A me è piaciuto molto, a differenza di molte recensioni che ho letto qui. La storia è scorrevole e ti trasporta con facilità alla fine del libro. Io consiglio di leggerlo!!
06/09/2005
Preferisco leggere un libro di fisica:ho detto tutto!
13/07/2005
dovevo leggere quato libro per scuola,durante le vacanze e, non ne avevo affatto voglia, tre giorni fa ho deciso di incominciare a leggerlo e da quel momento non me ne sono + staccata! l'ho letto in due giorni,è talmente travolgente che nn vedevo l'ora d leggere qlk pagina!....è un libro stupendo e non ho parole x descriverlo...bisogn leggerlo!! è eccezionale, ora è il mio libro preferito!! è così descrittivo e travolgente k t fa percepire le emozioni i sentimenti di griet tanto ke io abbia potuto provarli..come se griet fossi io...staccarmi da questo libro ora è tragico!!!!!!LEGGETELO!
23/05/2005
Ho letto questo libro in pochissimo tempo perchè è troppo coinvolgente e delicato. Lo consiglio,è pieno di sensazioni e dettagli che trascinano nella lettura. Poi ho visto il film che non mi è piaciuto perchè meno profondo del libro.
31/03/2005
Francy - daisy.77@libero.it
Si tratta di una storia molto bella per diverse ragioni. Anzitutto per le finezze descrittive con cui l'autrice tratteggia i suoi personaggi: le espressioni del volto, i gesti, le parole pronunciate, i movimenti, i sentimenti... tutto è raccontato nei minimi particolari. Poi per le ambientazioni: la storia si svolge prevalentemente in un'unica abitazione, quella di Vermeer, la quale è descritta in modo assai suggestivo (così come d'altra parte il mercato, i canali, la fabbrica di Frans, la casa familiare, i vicoli, la piazza con la stella ad 8 punte...). Infine le tecniche pittoriche, le pose artistiche, la modalità di preparare i colori, tutti elementi che contribuiscono a rendere più reale la vicenda. Se poi avrete la voglia - e vi assicuro, ne vale assolutamente la pena! - di leggervi il romanzo in Inglese come ho fatto io, troverete che la narrativa della Chevalier è a dir poco spettacolare: semplice, intuitiva e lineare ma allo stesso tempo coinvolgente, efficace e ricchissima di emotività e sentimento!
20/01/2005
Una storia raffinata, introspettiva e non scontata. La Chevalier usa una dialettica semplice ma incisiva, ricca di dettagli e descrizioni. Mi è piaciuto perchè non è il solito romanzo d'amore ma un'amore vissuto interiormente, con passione ma con molto candore.
19/01/2005
Serena - serena.macagni@tiscalinet.it
carino ma manca di una vera e propria introspezione psicologica dei personaggi che potevano essere approfonditi. Trama avvincente con finale non scontato (non si può trasformare tutto in una telenovela)
03/12/2004
Discreto ed elegante, questo romanzo coinvolge lettori e lettrici trasportandoli nell'epoca in cui il libro è ambientato. Ma attenzione:nel leggerlo bisogna ricordarsi del tempo in cui Griet vive,un tempo fatto di servilismo, di convenzioni sociali e di un grosso divario fra nobiltà e popolo.....quindi chi cerca una storia d'amore alla Danielle Steel resterà deluso,perchè è una passione delicata,discreta,fatta di sguardi e forse prorio per questo più intrigante!!! Unico neo:il film (ma perchè cercare sempre una scorciatoia??) che non riesce a trasferire le stesse emozioni perchè omette palesemente dei rapporti chiave tra i personaggi,utili a comprendere e, quindi,a vivere fino in fondo questo racconto.
20/11/2004
Gabriele Macorini - Gabriele_studente@fastwebnet.it
Ho provato a leggere questo romanzo e mi sono fermato alla terza pagina: la noia mi ha impedito di andare oltre. Ho visto il film, che è un capolavoro dal punto di vista fotografico, ma, a causa della fonte, la trama non è bellissima. Per tornare al romanzo, ci sono periodi troppo semplici, troppo paratattico: descrizioni lente ed assolutamente inutili che non lasciano spazio al lettore. Forse l'autrice voleva dare un effetto pittorico, ma si ricordi che nelle opere di Vermeer molti particolari sono sfocati e non soltanto a causa della camera ottica, ma anche perché il pittore voleva lasciare spazio all'immaginazione dell'osservatore, cosa che invece la scrittrice non ha fatto invadendo tutto lo spazio riservato al lettore: per questo non sono andato avanti, perché non c'era nulla su cui riflettere o da scoprire.
19/10/2004
dani6510 - danic@libero.it
Io ho letto questo libro in Spagnolo, ma anche in una lingua non mia sono riuscita a cogliere la sottile storia d'amore tra i due personaggi. L'autrice non la fa andare in porto, secondo me, perchè all'epoca non era nemmeno pensabile e realizzabile una situazione del genere... Mi ha anche colpita molto la serietà e la maturità di questa ragazza di 16 anni che sa come comportarsi in ogni momento e sceglie il suo destino sapendo cosa è meglio per lei e per la sua famiglia. Un bel libro, scritto in modo molto scorrevole con un delicato ritratto dell'epoca!
10/08/2004
Martina - piccolo.bar@tiscali.it
Ho letto molto volentieri questo romanzo e l'ho trovato perfettamente aderente ai miei gusti. Molto elegante raffinato ho visto anche il film ma inutile dirvi che il libro mi ha fatto assaporare un''atmosfera più morbida e linda.Griet è un personaggio che mi ha intrigato molto: l'orecchino di perla era una vecchia moda olandese ma indossato da donne mature...su Griet questo gioiello sta a indicare un esplicito richiamo alla scoperta della propia sensualità e ciò è sottolineato anche dalla bocca aperta bagnata e da qello sguardo liquido.....che dirvi il romanzo è un gioiello
05/08/2004
Partiamo dal presupposto che metterei volentieri alla gogna tutti coloro che in rete si sono permessi di fare critiche negative a proposito di questo romanzo. Quindi, andiamo per esclusione: Non aspettatevi una trama avvincente. Non c¿è. Persino i dialoghi sono repressi, chiaro specchio della personalità della protagonista e della condizione sociale in cui vive. Le descrizioni sono minuziose e precise eppure mai prolisse. La storia è muta (forse per questo ad alcuni non piace), silente come quella di un quadro del quale possiamo cogliere soltanto il risultato, ciò che resta impresso sulla tela. Fredda sotto molti punti di vista, come il colore e l¿acqua per pulire i pennelli, eppure coinvolgente perché di pagina in pagina ti induce ad attendere l¿evento che all¿improvviso riscalderà l¿atmosfera. Anche io quando l¿ho acquistato immaginavo uno scorcio travolgente nascosto dietro la pittura, eppure posso affermare che questo evento non arriva, o se arriva lo fa a suo modo non come lo aspetterebbe il lettore per placare la sua sete. Per concludere, non credo voglia essere un romanzo storico e nemmeno un romanzo d¿amore. È semplicemente un libro che va preso per quel che è: la storia dietro ad un quadro, con le sue strane luci e le molteplici ombre.
03/07/2004
vero e proprio libro d'arte e di sentimenti.atmosfera rarefatta ma nello stesso tempo reale.già dopo le prime parole riesci a ''entrare'' nel cuore di griet tanto da amare in silenio vermeer..incredibili emozini affiorano piano piano nell'animo tanto da creare un sentimento di empatia nei confronti dei due amanti che non trovano la dimensione giusta per il loro amore.tempo crudele per l'amore di due anime che si sfiorano ma non si toccano.
10/06/2004
...ma sn rimasta un po' delusa man mano ke proseguivo a leggere la storia,poikè mi aspettavo qualcosa di +!inoltre mi trasmette un senso di ingiustizia il fatto ke Griet e Vermeer nn abbiano mai manifestto apertamente i loro sentimenti,anke se si percepiscono cn una kiarezza stupefacente,in particolare nel momento in cui Lui le sfiora il collo cn le mani mentre le aggancia l'orekkino.nel complesso è 1 BEL LIBRO...l'ho letto in 4 ore!!xo' qnd l'ho finito mi è rimasta la sensazione ke il libro nn fosse completo,forse x il finale 1 po' spiazzante...
10/05/2004
E' incredibile come leggendo quel libro mi sia dimenticata per un attimo di vivere nel mio tempo. Sono entrata completamente nel libro. E' stato veramente fatto bene. un libro con un'accurata descrizione, una semplice descrizione dei fatti e degli avvenimenti. Come veniva descritto l'Atelier, un luogo da cui si poteva per un momento fuggire dalla solita realtà quotidiana e monotona. Un luogo sempre uguale dove aldilà della realtà, c'era qualcos'altro. Un qualcosa di più mistico, ma forse di più sincero e semplice. La figura del pittore è stata rappresentata con molta cura ed attenzione. mi sono stupita di come la scrittrice mi abbia fatto desiderare di avere quel pittore, almeno nella mia fantasia. Sarà il suo modo di scrivere o il fatto che io mi sono rispecchiata molto nella fanciullezza di Griet. La passione inespressa fra loro, ha reso il tutto molto più coinvolgente e interessante. Attraverso la pittura, il pittore le comunicava cosa in realtà voleva. E il fatto che lui dipingesse non solo ciò che c'era, ma cio che voleva che ci fosse, il fatto che avesse ritratto Griet con quegli orecchini di perla, indicava che lui avrebbe voluto che lei gli portasse sempre. Che fosse con lui e sua nella realtà... Un qualcosa però di irrealizzabile, ma così vero! Un qualcosa che solo i quadri avrebbero potuto trasmettere e non far mai svanire. Solo i quadri avrebbero potuto tacere, senza dire nulla e avrebbe tenuto il loro amore segreto per sempre. Solo lì loro si sarebbero amati...
21/04/2004
Ho letto il libro in soli 2 giorni, e l'ho trovato bellissimo... Le descrizioni dei quadri e della città, non stancano, anzi, ti fanno entrare nel mondo di Griet... Un unico aspetto negativo: la fine, forse perchè mi sembra in contrasto con il pensiero della protagonista.
25/03/2004
SINCERAMENTE SONO RIMASTA MOLTO DELUSA!!!DOPO TUTTO IL GRAN PARLARE CHE E' STATO FATTO DI QUESTO LIBRO CHISSA COSA MI ASPETTAVO!! NON SONO RIUSCITA A SCOVARLA QUESTA GRANDE PASSIONE, QUESTA DOLCISSMMA STORIA D'AMORE ... L'UNICA COSA POSITIVA DEL LIBRO E CHE SI LEGGE CON LEGGEREZZA, MA TI SEMBRA SEMPRE DI STARE ASPETTANDO QUALCOSA CHE TANTO NON ARRIVERA' NEANCHE ALLA FINE DEL RACCONTO
17/03/2004
Una bellissima storia. Complimenti all'autrice per la delicatezza con cui è riuscita a dipingere la storia d'amore tra la serva ed il pittore. Pur non alludendo mai esplicitamente a questo sentimento riesce a trasmetterlo nel lettore con una purezza ed una grazia quasi introvabili.
11/03/2004
E' impossibile non cedere al fascino denso di un inquieto artista, che maniacalmente... tra geometrie perfette, continui ritocchi alle sue tele e assoluta riservatezza, cerca di realizzare l'opera che lo renderà immortale... Probabilmente, quando Johannes Vermeer dipinse il suo quadro ''la ragazza col turbante'' non ne era cosciente e non avrebbe mai pensato che dalla fantasia vibrante di una sobria scrittrice, potesse anche essere realizzato un seducente film che però non rende giustizia al libro. Appassionante e capace di trasportare il lettore in un'altra epoca, tutto sembra fermasi mentre la lettura scorre veloce in un crescendo di desiderio e attesa...quella di una giovane donna che nella sua ingenuità sembra essere più innamorata della pittura che non del suo ''autore-padrone''. Da non perdere assolutamente. Sabrina
24/01/2004
veramente bello,meraviglioso,l'ho letto tutto in un giorno! e stupefacente è Griet la protagonista, che non si lascia condizionare più di tanto dalla fobie del suo padrone e di sua moglie e alla fine sceglie quello che è meglio per lei. sebbene sia ambientato nel XVII secolo,sento Griet molto vicina ai giorni nostri: è una fanciulla di anni che pur di mantenere la famiglia accetta lavoro presso la casa di un artista eccentrico,che non condivide il suo modo di pensare riguardo la società e Dio. alla fine, la vicenda non si conclude con la fuga del principe con la serva;sceglie una vita tranquilla,fra la sua gente,e disprezza fino alla fine la ricchezza,dal momento che preferisce vendere gli orecchini che la moglie di veermer gli ha dato come eredità. disillusa e terribilmente attuale.
03/01/2004
chiara - chiarapapaveri@libero.it
Un libro che ti fa sognare,di quelli che ti fanno rimanere sveglia tutta la notte perchè non riesci a chiuderlo e a rinviare al giorno dopo la lettura,nn vedi l'ora di finirlo...un amore proibito e nascosto,una storia che ti fa battere il cuore e sognare.Leggendo ti sembra di essere accanto alla protagonista,di provare le sue emozioni e le sue sensazioni...ti sembra di essere davanti ai quadri di poterli vedere,quasi toccare...letta l'ultima parola,ti domanderai:ma perchè deve finire così?!
30/09/2003
nadia - nadiaspinelli@studioscavini.com
è davvero un invito alla lettura leggendolo si può pensare di vivere un quadro in un libro o un libro in un quadro. la caratteristica dominante è come quella di un quadro c'è tutto... tono, forma, colore e dettagli. Indubbiamente particolare e, da non perdere...
02/07/2003
E' un romanzo a più dimensioni il successo letterario della Chevalier. Si può infatti leggere come un storia d'amore, di passione proibita e desideri inconfessabili. Si può leggere come un romanzo storico, teatro di un'epoca lontana, ma con la stessa mondanità , leggerezza e ipocrisia, tipiche della vita di ogni piccola città. Si può leggere come un esempio di arte vissuta, di realtà troppo spesso impercettibile nelle opere ammirate nei musei e analizzate nelle scuole. O più semplicemente ci troviamo di fronte a uno spaccato di vita familiare, composto da classi sociali in aperta lotta, economica e religiosa, conflitti insuperabili, perché non vengono risolti eliminando il proprio rivale. Possiamo scegliere il nostro aspetto preferito, in quest'opera scritta con una precisione magistrale, ma a cui manca il particolare trasporto che lo avrebbe reso un capolavoro. Ossia quel qualcosa in più che non è nemmeno la perfezione. Forse è lo sguardo seducente che ci guarda dalla copertina del libro, invitandoci alla lettura della storia, perché è quello stesso sguardo ad averla ispirata.
17/06/2003
Ne avevo sentito tanto parlare, ma non lo avevo mai preso in mano. Comprandolo ho fatto un bel regalo a me stessa perchè dona davvero delle belle emozioni. Non perdetelo!
25/03/2003
Martina - martinaframmartino@libero.it
Olanda, seconda metà del XVII secolo. Un uomo e una donna decidono di assumere una nuova domestica. La loro scelta cade su Griet, e da quel momento la vita della fanciulla cambia completamente. Il nome del suo padrone è Johannes Vermeer. Tracy Cevalier sceglie di partire da un avvenimento piuttosto comune nella vita dell’epoca per narrare una storia delicata, costruita più sui silenzi che sulle parole, sulla consapevolezza di ciò che avrebbe potuto essere che su ciò che è stato. Il padre di Griet ha perso la vista e il lavoro a causa di un incidente, perciò lei ha dovuto imparare a riporre ogni cosa sempre nello stesso modo per permettergli di trovare ciò che gli serve. Ora le viene chiesto di pulire lo studio del pittore senza spostare nulla, facendole scoprire la profonda differenza che c’è tra chi non può vedere, ed è costretto a basare la sua vita sulla memoria, e chi è abituato a notare ogni minimo dettaglio, ogni minima differenza. La vista, la capacità di guardare e la forza delle immagini diventano il sottile legame che unisce la giovane serva e il pittore. Lei proviene da una famiglia protestante, e la sua fede ha abolito le immagini sacre. La casa di lui è piena di quadri, e la forza di queste opere è tale che nella mente di Griet la sala principale prenderà per sempre il nome dall’opera che vi è esposta, diventando così la “sala della crocifissione”. Se la vista ha una forza così grande, la parola è destinata quasi a scomparire. Griet affianca Vermeer nel suo lavoro, gli macina i colori e in un caso ha l’ardire di modificare la scenografia di un dipinto, ma i dialoghi tra i due sono quasi assenti. Il pittore, abilissimo nel far parlare le sue opere, sembra quasi non conoscere nessuna forma di comunicazione che non sia legata alla vista. E non è un caso che i momenti in cui parla di più siano quelli nei quali spiega alla fanciulla la differenza tra i colori, aiutandola a capire come non sempre guardare significhi realmente vedere. La vicinanza tra i due è di breve durata. L’artista adopera la vista come strumento di conoscenza, ma affidandosi unicamente allo sguardo perde la capacità di comunicare con chi si serve di un linguaggio diverso dal suo, e quando le circostanze lo porteranno a dover adoperare la parola per qualcosa che non riguarda la pittura si scoprirà incapace di farlo. Nel costruire la sua storia la Chevalier mescola sapientemente i dati noti sulla biografia dell’artista e sull’ambiente in cui visse con fatti e personaggi nati dalla sua fantasia, trasportando il lettore nell’atmosfera incantata e serena dei dipinti di Vermeer.
18/11/2002
Una capacità descrittiva ammirevole, un linguaggio dolce e accattivante. Lo consiglio a tutti gli appassionati di storia dell'arte e non! Non dimenticherò mai più nemmeno un dipinto del Vermeer!
07/11/2002
è un buon libro, scritto in modo scorrevole e semplice, forse un po' troppo... Perchè i personaggi e l'ambientazione storica potevano essere approfonditi. Ne consiglio comunque la lettura perchè ha davvero dei bei momenti.
22/09/2002
Griet, la sedicenne dagli occhi grandi che vive a Delft, in Olanda, nella seconda metà del Seicento, è uno di quei personaggi che si fissano nella memoria del lettore... umile e orgogliosa, con la grazia della sua innocenza ma anche con la sua sensibilità e la sua intelligenza mette in ombra le principali figure femminili del romanzo, che pure sono più potenti o ricche di lei. Griet affascina Pieter, un giovane macellaio del mercato della cittadina, ma anche il famoso pittore Vermeer, presso cui la ragazza è a servizio... e subisce a sua volta il fascino dell'arte, del bello, dei quadri del padrone, ma soprattutto di quell'aura di magia che circonda tutti gli artisti nella loro ricerca di perfezione. Griet entrerà nel mondo del pittore dapprima in punta di piedi, occupandosi delle pulizie dell'atelier, poi dedicandosi con suprema dedizione alla preparazione dei colori, infine come soggetto di un quadro... ma accettare di posare significa sfidare le convenzioni... e l'esito di questa sfida segnerà il suo destino. Il finale un po' scontato non toglie nulla alla bellezza del romanzo, che ci cala nell'Olanda del XVII secolo con toni tanto lievi quanto incisivi ed avvincenti.
30/08/2002
Griet è una ragazza particolare, sognatrice, intelligente, curiosa, direi colta. Griet probabilmente possiede dentro quell'energia misteriosa che circola dentro di noi e che alle volte non lasciamo fluire, il talento. Griet abita a qualche centinaio di metri dall'abitazione del pittore Vermeer, ed è lì che lei ha modo di esprimersi e di'' vivere'' momenti e situazioni particolari di dramma e di gioia, di dolore e di estasi a contatto con '' lui'' il grande maestro. Tracy Chevalier descrive molto bene il mondo di Deft intorno al 1650, ma riesce a descrivere in maniera sottile e felpata anche il mondo interiore, le crisi esistenziali e creative del grande maestro. Lo si percepisce ma non traspare mai completamente, come la sua figura, presente ma in qualche modo '' sottoesposta'' rispetto alla storia che si svolge nella sua casa. Delicato e intenso è il modo in cui la scrittrice descrive i momenti della sua pittura, la ricerca maniacale della luce e della composizione, i silenzi, gli sguardi complici e le attese. Se si riesce ad entrare in punta di piedi in questo atelier e si resta lì ad ascoltare, si percepiscono mille sfumature. Si possono sentire il profumo di colore fatto con le essenze, i rumori di fondo nella casa si può percepire una sottile magica atmosfera che unisce arte e passioni.
21/07/2002
L'ho letto tutto di un fiato e mi è piaciuto tantissimo.. che altro devo dire... ah si.. è un libro che mi ha dato molta tristezza..
19/07/2002
Quando inizio a leggere un libro mi sento come se stessi per partire per una meta sconosciuta. Non so dove giungerò, eppure ho una grande voglia di mettermi in cammino e scoprire così nuovi orizzonti. Tracy Chevalier mi ha presa per mano non solo per condurre la mia immaginazione in luoghi, colori e personaggi sconosciuti ma anche per mostrarmi la realtà di un’epoca attraverso una musicalità narrativa che mi ha lasciata incantata. Questo viaggio mi ha portata fino a Delft in Olanda, ed ha aperto le porte di una casa in cui la povertà non lascia scelta; una famiglia che viene divisa dalla peste, dall’indigenza e da un incidente che cambia il destino di ognuno di loro. In questo scenario Veemer si delinea come il salvatore e il complice, come il rifugio e il sogno. In una casa ostile da cui sente di doversi difendere, Griet sboccia come un fiore per dare vita ad un personaggio che mi ha davvero appassionata. Un quadro avvicina come per alchimia il padrone e la sua serva, l’artista e la sua musa… in un gioco di luce, sguardi, pensieri inespressi e labbra dischiuse.
07/06/2002
Questo è senza dubbio uno dei più bei libri che ho letto ultimamente. A me ha fatto sognare!
24/05/2002
Lettura piacevole, leggera e scorrevole dai tratti a volte sfumati. Stimola l'immaginazione e la fantasia per coprire i buchi lasciati dall'autore. Mi ha incuriosito tanto d'essere andata a cercare i quadri studiandoli nei particolari e rivivendo le descrizioni di Griet. Mi ha colpito la doppia vita dei personaggi, le bugie ed i sotterfugi. Menzogne celate al mondo ma immaginate da tutti.
02/04/2002
leggere queste pagine ha significato buttarmi con Griet per le vie di Deft, respirarne gli odori, inebriarmi dei colori della città e dei quadri di Vermeer. Mi ha portato quella gioia tipica delle cose belle, che non si commenta, che si può solo trasmettere a qualcun altro...magari facendogli leggere questo libro!!!!!!
22/08/2001
<br>Libro piacevole e scorrevole, con una scrittura ed idee semplici. Superiore alla media degli pseudoromanzi storici anche se non particolarmente erudito e l'immersione nel periodo storico risulta più di facciata che approfondita. Al solito il personaggio principale, l'adolescente servetta Griet invaghita del grande pittore, risulta un pò troppo moderna per tanti aspetti ma al tempo stesso un pò troppo "devota" per altri. Neppure il pittore risulta benissimo, comunque: sembra un uomo perso nel suo mondo di arte senza molto rispetto per le persone che gli stanno intorno, siano la moglie o la giovane Griet. Un libro senza troppe pretese, dunque, ma almeno è stato, per me, uno stimolo per rivedere e rileggere le opere di Vermeer.
19/07/2001
<br>Era tempo che non leggevo un libro così! La scrittura è semplice ma ricca di sfumature, scivola via veloce, coinvolgendoti pagina dopo pagina nella trama. Non è un romanzo giallo, nè un thriller eppure non sono riuscita ad abbandonarlo fino alla fine. Una fantesca, nell'Olanda del XVII secolo, che ama l'arte, i colori, la luce. Ed un pittore, Vermeer, che proprio sulla luce, sulle sfumature di colore ha basato la sua arte. L'incontro fra i due personaggi, nella cucina della modesta casa di Delft è uno dei momenti più belli del libro. La giovane sta preparando la minestra, disponendo le verdure a spicchi, secondo le diverse sfumature di colore: le rape, le carote, le patate e così via. Nella misera casa entrano il pittore e sua moglie, che portano addosso un odore di ricchezza. E Vermeer non potrà che notare ...la minestra della fanciulla. Davvero un bel libro, che vi consiglio di leggere.
05/05/2001
<br>Leggo, spesso; in alcuni periodi anche molto ed era tempo che non mi capitava di leggere pagine così leggere e vive. Mi è sembrato di immergermi nella vita della famiglia Vermeer, tanto da stimolare in me il desiderio di andare a cercare quel dipinto per trovarvi quello sguardo, per sfiorare quella luce, per accarezzare la forza di un amore inconfessabile e doloroso. E lo rileggerò volentieri per ripercorrere con la giovane serva i giorni di questa passione mai esplicita, ma perneata di una forza quasi sacrale, per ritrovare le metafore prese dal mondo di una piccola donna, che conosce ben poco oltre la biancheria da lavare e le azzurre decorazioni sulle maioliche, per specchiarmi e cercare in me il suo coraggio e la sua intelligenza. Era tempo che non riuscivo ad imparare. Un libro che apre le nostre porte socchiuse.
