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Un miliardo di euro dai versamenti dell'otto per mille. 650 milioni per gli stipendi degli insegnanti di religione. 700 milioni per le convenzioni su scuola e sanità. 250 milioni per il finanziamento dei Grandi Eventi. Una cifra enorme passa ogni anno dal bilancio dello Stato italiano e degli enti locali alle casse della Chiesa cattolica. A cui bisognerebbe aggiungere almeno il cumulo di vantaggi fiscali concessi al Vaticano e oggi al centro di un'inchiesta dell'Unione europea: il mancato incasso dell'lci, l'esenzione da Irap, Ires e altre imposte, l'elusione consentita per le attività turistiche e commerciali. Per un totale di circa 4 miliardi di euro, più o meno mezza finanziaria, l'equivalente di un Ponte sullo Stretto o di un Mose all'anno. Una somma (è la stessa Conferenza episcopale italiana a dichiararlo) che solo per un quinto viene destinata a interventi di carità e di assistenza sociale.
23/11/2008
Un commento, proprio: fondato, solido, non allusivo, ricco di argomenti a supporto... e dallo allo Stato allora l'8 per mille, ai valdesi: decidi tu.
24/08/2008
Un'interessantissima inchiesta che mette ancora una volta in luce l'ipocrisia di coloro che si ritengono i legittimi, se non gli unici, continuatori dell'opera del Cristo; il quale, credo che avrebbe qualcosa da obbiettare: non era Lui che cacciò i mercanti dal tempio?
