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Esiste in Italia una congiura del silenzio sui delitti commessi dalla classe politica che ha nella situazione lucana un esempio tra i più nitidi. In questo libro si parla dei motivi per cui la Basilicata è ai primi posti in Italia per decessi da malattie tumorali, la cui incidenza è in costante crescita rispetto al resto del paese. Si parla di una regione in cui la sovrapposizione tra ente controllore e controllato, certamente in materia ambientale, è una costante. Basti pensare al silenzio tenuto per almeno un anno dall'Arpab sul fatto che l'inceneritore Fenice immette mercurio e altre sostanze cancerogene nel fiume Ofanto e che comunque, prima durante e dopo il periodo di omertoso silenzio dell'ente regionale di controllo, nessuno ha provveduto a far fermare. La lettura di questo volume provoca autentico sgomento, perché ne scaturisce una rappresentazione terribilmente documentata dello sfacelo in cui il nostro paese sta precipitando grazie alla incapacità (e alla connivenza?) della nostra classe politica. Nazionale, e locale. Fino a quando le denunce sulle "mattanze" che avvengono in Lucania resteranno nei cassetti delle procure? Il volume è aperto da una prefazione di Carlo Vulpio, e da testi introduttivi di don Marcello Cozzi, Pietro Dommarco, Marco Cappato, e Elisabetta Zamparutti (deputata Radicale, membro della Commissione ambiente della Camera).
22/11/2011
Un libro realistico e al contempo inquietante per gli scenari che apre sul nostro presente e sul futuro, per le riflessioni che detta su una classe politica di inetti sul piano morale e tecnico.Grazie a chi ancora crede nell'uomo e sulla sua possibilità di vivere in questa nostra amata terra.

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