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-15% Il pesce che è in noi. La scoperta del fossile che ha cambiato la storia dell'evoluzione Neil Shubin 978881702492
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Il pesce che è in noi. La scoperta del fossile che ha cambiato la storia dell'evoluzione


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Noi umani siamo abitanti della terraferma o creature degli abissi? Tutti e due e non solo: discendiamo dalla scimmia ma anche dallo squalo, dalla medusa come dal pesce. Ce lo rivelano gli scavi di Neil Shubin, il paleontologo marino che ha estratto dalle rocce Tiktaalik, il fossile di un pesce 'con le mani'. Dotato di squame ma anche di collo e arti, è la prova non più vivente che, circa 375 milioni di anni fa, alcuni avventurosi abitanti delle acque abbandonarono la loro tranquilla esistenza, per avviare l'esplorazione di un nuovo modo di respirare, muoversi e mangiare. A partire da questa sensazionale scoperta, che ha attirato l'attenzione degli esperti e dei media in tutto il mondo, Shubin ha deciso di indagare come e perché i resti di animali estinti spiegano chi siamo, in quale modo ci siamo evoluti e come funziona oggi il nostro corpo. Avvalendosi di numerosi approcci di ricerca - dalla caccia al fossile all'anatomia comparata, dalla genetica dello sviluppo agli esperimenti sugli embrioni - l'autore ricostruisce la nostra stretta parentela con pesci, uccelli, rettili, giù giù fino alle meduse e ai batteri. Con ironia e passione, Neil Shubin mostra quanto le nostre mani somiglino a pinne, i nostri denti a piume e buona parte del nostro genoma a quello dei moscerini. Spiega che, in questo viaggio lungo 3,5 miliardi di anni, non tutto è andato per il verso giusto, perché molte disfunzioni che ci affliggono derivano dal nostro passato proteiforme: disturbi cardiaci, ernia, obesità e perfino il singhiozzo. Ma nonostante tutto, grazie a un raffinato processo di adattamento e perfezionamento, il pesce è diventato umano. O quasi.



La recensione di BOL

Nel 2004, Neil Shubin, paleontologo marino di fama mondiale, fa una scoperta sensazionale. Tra le rocce dei suoi scavi in Antartico scopre il fossile di un pesce mai visto prima. Dimensioni all'incirca di un coccodrillo, testa piatta, squame, ma soprattutto un collo e degli arti più simili alle zampe di un abitante della terraferma che alle pinne di un pesce. La scoperta è più unica che rara. Tra quelle fredde rocce, Neil ha scoperto Tiktaalik, ovvero il "pesce delle acque basse", come è stato definito dall'anziano Inuit, abitante del luogo. Si tratta del tassello mancante che testimonia il passaggio degli esseri viventi dall'acqua alla terraferma. Sembra incredibile, ma la teoria ipotizzata da Neil è che tutte le creature di questa terra discendano dai pesci, esseri umani compresi. E Tiktaalik è lì a darne prova. È da questa scoperta che l'autore parte per argomentare la sua tesi in questo libro "rivoluzionario". Con tanta passione, e senza mancare di ironia, Shubin spiega come si sviluppa la ricerca dei fossili, quali progressi scientifici ci abbia fornito lo studio degli embrioni, accenna alle basi di anatomia per far capire quanto le nostre caratteristiche fisiche e genomiche siano strettamente riconducibili a quelle degli abitanti degli abissi. "Il pesce che è in noi" racchiude gli straordinari misteri dell'evoluzione, portati alla luce attraverso un viaggio che ha inizio 375 milioni di anni fa. - Tiziano Gagliardo -

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