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Abbiamo i telefonini ma non abbiamo più i bambini. Non solo. Come in un mondo rovesciato, oggi il superfluo costa meno del necessario. Puoi andare a Londra con 20 euro, ma per fare la spesa al supermercato te ne servono almeno 40. Doveva essere l'età dell'oro: non è così. Sale il costo della vita, dal pane alle bollette; i mutui si mangiano i bilanci delle famiglie; stiamo consumando le risorse del pianeta; i segnali che vengono dal mondo non sono segnali di pace. Giulio Tremonti ha da tempo compreso ciò che sta lentamente emergendo nella consapevolezza comune: la globalizzazione, tanto celebrata, ha un lato oscuro, fatto di disoccupazione e bassi salari, crisi finanziaria, rischi ambientali, pericolose tensioni internazionali. E, per l'Europa in cui viviamo, di un doppio declino: cadono sia i numeri della popolazione, sia i numeri della produzione. Con un'analisi sferzante e autorevole, Tremonti ci racconta le cause della situazione attuale, i passi falsi della politica e le spietate dinamiche della finanza internazionale, delineando i contorni della crisi globale di cui ogni giorno vediamo al telegiornale i singoli episodi. Ma cerca anche di indicare una strada percorribile per superare questo momento, per vincere la paura e tornare alla speranza. La pianta della speranza non può nascere solo sul terreno dell'economia, ma soprattutto su quello della morale e dei principi. Si tratta di rifondare la politica europea a partire da sette parole d'ordine: valori, famiglia e identità; autorità; ordine; responsabilità; federalismo. E in tutti questi campi bisogna ritornare alle radici dell'identità europea, in un percorso che va nella direzione opposta e contraria rispetto al '68 e ai suoi errori. Ben oltre un semplice richiamo al protezionismo o al conservatorismo, questo libro è il manuale di montaggio della "fortezza Europa" contro l'attacco dell'Asia e contro la tempesta, sempre più violenta, che sta arrivando dalla globalizzazione.
08/05/2008
Un libro estremamente concentrato, lineare, limpido e discreto. Bastano le righe a pagina 28: ''la Cina ha un'ambizione strategica: sostituirsi all'Occidente nella guida della prossima rivoluzione industriale, che non sarà più la rivoluzione delle macchine..., ma la rivoluzione della ''genetica'', applicata ai prodotti agricoli e all'uomo..., la Cina non ha in questo campo vincoli, remore o limiti di tipo morale o legale.''
28/04/2008
Contenuti sicuramente interessanti per capire a che punto è l'Europa unita e indirizzare il lettore su dove potrebbe andare. Una sua lettura male non può fare, visto anche il breve numero di pagine del libro. Unica cosa... in certi momenti ho avuto l'impressione che l'autore non abbia voluto addentrarsi maggiormente in alcuni capitoli...
