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Questo libro parla del passato che più ha influenzato il nostro presente, delle idee da cui le nostre si sono formate, di una grande accelerazione dei tempi i cui effetti sono arrivati sino a noi. Tratta della prima età contemporanea, cioè di un Ottocento lungo - per usare un'espressione molto presente nell'attuale storiografia - che comincia nella seconda metà del Settecento e finisce prima della Grande Guerra. E l'epoca in cui i mutamenti vennero percepiti un po' da tutti, è l'età della scienza, quella in cui l'alta cultura prima, l'organizzazione sociale poi, si emanciparono da molti dei più antichi e consolidati riferimenti al divino. E l'epoca che iniziò con l'affermazione, da parte della rivoluzione americana e di quella francese, dei diritti umani, dei principi di eguaglianza civile, libertà politica e sovranità popolare. Ma fu anche un'epoca in cui mantenne un ruolo forte la società basata sul lavoro contadino e la rendita fondiaria, in cui le aristocrazie erano ancora un modello di vita per la famiglia borghese che sanciva e rifletteva, fra l'altro, la disuguaglianza fra i sessi. In queste pagine Salvatore Lupo ripercorre sia gli eventi politici ed economici del lungo Ottocento, sia le idee che li sostennero: conservatorismo, liberalismo e democrazia, liberismo e protezionismo, socialismo e nazionalismo, imperialismi. Un lungo percorso intellettuale accompagnato, nel testo, da una cronologia degli eventi citati.

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