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Giorgio, studente modello figlio di intellettuali borghesi, ha ventidue anni e una vita normale e un po' noiosa. Senza crepe, in apparenza. Francesco è torbido, misterioso e affascinante. E baro. Le loro vite viaggiano separate fino all'incontro che segnerà il destino di entrambi. I due diventano amici e passano da una partita di carte truccata all'altra, da una bravata all'altra, in un vortice ubriacante che a poco a poco diventa un'inarrestabile discesa agli inferi. In parallelo corre un'indagine dei carabinieri su una serie di misteriose violenze. Il passato è una terra straniera, nel confermare Carofiglio come uno dei nostri maggiori narratori contemporanei, è un viaggio doloroso e inquietante in quel tempo fragile e misterioso che separa la giovinezza dall'età adulta.
28/12/2008
Una storia travolgente, narrata in prima persona dal protagonista Giorgio, che accetta di entrare nel gioco, sempre più pericoloso, proposto da Francesco. Il protagonista passa da stati di euforia e di ebbrezza, associati al poker, all'ansia, quando si deve preparare per il viaggio, a depressione e incubi, di notte, alla noia, con le donne, infatti l'amore è inesistente e il sesso mai soddisfacente. Giorgio è uno strumento nelle mani di Francesco e lui ne è consapevole, anche se all'inizio delle varie situazioni non sa mai fino a che punto, lo viene a sapere sempre dopo. Stile e linguaggio all'Andrea De Carlo. L'ultima parte è sempre più incalzante e drammatica e i passaggi un po' "forti". Un romanzo da gustare, tutto d'un fiato.
