Nonostante la storia dell'umanità dimostri in maniera inequivocabile che la crescita è sempre un bene e che lo sviluppo civile, demografico, scientifico e tecnologico è necessario per garantire la sopravvivenza e il miglioramento della qualità della vita, persiste nell'ideologia ambientalista il pregiudizio contro l'incremento demografico e lo sviluppo condotto dal genere umano. Secondo la filosofia ambientalista ci sono troppe persone sulla Terra; queste persone utilizzano un modello di sviluppo che consuma troppe risorse; e il frutto di questo consumo è un sempre maggiore inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo. In realtà il XX secolo è stato il secolo della salute e della longevità. Mai il genere umano è vissuto così a lungo e meglio di oggi. Ci sono differenze qualitative fra i vari continenti, ma questo dipende da uno sfruttamento monopolistico e da una cattiva distribuzione dei beni. Proprio nel XX secolo la popolazione mondiale è aumentata di quattro volte, mentre il prodotto lordo è aumentato di diciassette. Fino al 1700 la popolazione mondiale non aveva superato i seicento milioni di unità. In questa nuova inchiesta tutti i dati e i documenti che svelano che il mondo non morirà né di sete, né di fame, né di freddo.
17/03/2009
Il libro, purtroppo, non convince! Pur cercando delle voci alternative da contrapporre ai cosidetti allarmismi degli ambientalisti estremisti, di sicuro quelle che ci sono nulla hanno di scientifico. Il libro è lacunoso, non si citano le fonti e le poche citate sono vetuste e superate. E si continua a confondere clima e tempo meteorologico.

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