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-15% Una notte niente male. Testo inglese a fronte Charles Bukowski 978888246788
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Una notte niente male. Testo inglese a fronte


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Eccessivo e sgradevole, scommettitore e perdente, bevitore di birra, disoccupato e vagabondo, frequentatore di prostitute e di emarginati, emarginato lui stesso. Le poesie di questa nuova raccolta di Charles Bukowski ribadiscono l'autoritratto 'controcorrente' che da sempre è la cifra stilistica dell'autore: contro il perbenismo, contro le regole di un gioco sociale a cui non si può che perdere, contro tutto quello che costringe e imprigiona la sua natura di ribelle. Sono poesie in cui risuona potente la voce caustica e amara di un'America sotterranea e precaria, miserabile e sconfitta. Ma non è solo violenza e invettiva la poesia di Bukowski. C'è nel suo mondo un lato più segreto, che all'ombra della sua rabbia sopravvive e di quella rabbia si nutre e si fa scudo. Bastano i pochi versi sul fantino che non vince più, nemmeno a carte, oppure la malinconica constatazione delle affinità tra poeti e puttane, o ancora il ritratto terso e lucido dell'amore disperato di un classico come Catullo, e questa vena disperatamente romantica si rivela come un cielo che si apre. È "una malattia" dice lo scrittore, la sua malattia. Ed è stata la malattia di altri grandi prima di lui, un lungo emozionato elenco che, in uno dei componimenti più intensi della raccolta, vuole essere una sorta di genealogia tutta intellettuale: da Van Gogh fino a Céline e a Ginsberg, passando per Villon, Huxley e Burroughs e molti altri. Tutti ammalati come lui della stessa romantica pestilenza: una vocazione alla perdizione che annienta e distrugge, ma apre strade e speranze per chi resta. Ecco da dove viene la grande dignità di quest'America abbandonata e ferita. Ci sono le parole dei poeti che la cantano, urlate a squarciagola o lentamente scandite come passi incerti sulla carta, ci sono sillabe rapide e taglienti, maledizioni e insulti. C'è la voce di Bukowski, impastata dall'alcol, che è la voce di quelli che non sono stati al gioco.


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