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C'è un'innegabile voglia di riconoscersi in modelli universali: ognuno di noi può essere Alessandro Magno
(Valerio Massimo Manfredi).
La leggenda di Alessandro Magno comincia mentre il suo corpo è ancora caldo e,
attraversando venti secoli di storia, dura ancora oggi. Dopo la sua morte,
le spoglie del grande conquistatore vengono collocate ad Alessandria, quale città
simbolo dell’ellenismo. La sua tomba subirà l'assalto di Tolomeo, riceverà visitatori come
Ottaviano Augusto, vedrà Caligola impadronirsi della sua armatura finché l'imperatore
Settimio Severo non sigillerà il sepolcro perché il sonno dell'eroe non venga più disturbato.
Da quel momento se ne perse ogni traccia, finché nell’Ottocento i primi esploratori
che si misero sulle sue tracce svanirono nelle viscere del sottosuolo. Molti archeologi,
ma anche tante persone comuni, si sono cimentati nell'impresa di ritrovare il corpo
del più grande condottiero di tutti i tempi. Inseguendo un mito e un'illusione sorti
con la morte stessa dell'eroe, con il suo ultimo libro La tomba di Alessandro, Valerio
Massimo Manfredi, che del profilo e delle gesta di Alessandro il Grande ha saputo
incidere un'immagine folgorante nella sua straordinaria trilogia
Aléxandros, ci
conduce in questo viaggio nel cuore dell'enigma, ricostruendo, con la consueta abilità,
un mondo brulicante di vita, di sterminata ambizione e grandi sogni.
L’autore
Archeologo, scrittore, sceneggiatore cinematografico, autore televisivo e giornalista,
Valerio Massimo Manfredi ha pubblicato numerosi articoli e saggi in sede accademica,
ma soprattutto è il più amato autore italiano di romanzi storici tradotti in tutto il mondo,
per un totale di circa otto milioni di copie vendute a livello internazionale.
Uno straordinario successo dovuto alla brillante scrittura di Manfredi, capace di unire al rigore storico trame ricche
ed avvincenti e personaggi così bene caratterizzati da rimanere per sempre nel cuore dei lettori.
Come nelle Idi di Marzo
che, ambientato nel 44 avanti Cristo, si concentra sugli ultimi mesi di vita di
Cesare, pontefice massimo, la cui potenza è minata dagli intrighi di palazzo, fino alla congiura che
condurrà al suo assassinio. Con grande abilità l’autore dipana con maestria i fili che si
aggrovigliano intorno a uno degli snodi cruciali della storia dell'umanità, riportandone
alla luce tutta la complessità politica e la profondità psicologica. Manfredi regala ai
suoi lettori un thriller politico incalzante, un memorabile ritratto di Giulio Cesare e
un'attualissima riflessione sul tema del potere e della democrazia.
Vincitore del prestigioso premio Bancarella 2008,
l’Armata perduta è un romanzo dal sapore epico,
ispirato alla lunga marcia di diecimila mercenari greci per tornare in patria, nel 401 Avanti
Cristo, dopo la sconfitta del principe persiano Ciro da parte del fratello Artaserse.
Alla base di questo libro vi è l’Anabasi,
l’opera di Senofonte che Manfredi
ha tradotto negli anni ’80. Dedicata agli amanti della cultura ellenica, è una storia forte
e perfettamente caratterizzata, arricchita da una narrazione del tutto inedita, perché
interpretata dalla bellissima siriana Abira che racconta le atrocità della guerra, le
insidie della natura più selvaggia, oltre che l’eroismo, l’onore e le amicizie più strette dei “diecimila”.
Ma per un autore che in un’intervista ci ricorda che: “La società contemporanea (…)
non ha punti di riferimento e l'epica ci rammenta che c'è un eroe in ognuno di noi.”,
è naturale aspettarsi anche protagonisti “divini”. È il caso di
Palladion, recentemente
ristampato, che incanta i lettori con la storia del mito romano di Athena.
Una narrazione epica che si intreccia con una Roma del XX secolo, dove un
team di archeologi cerca di portare alla luce l’antico simulacro, custode
di una delle res sacre più temute della Roma del II secolo d. C. E’ invece
ambientato nella Sicilia del V secolo a.C.
Il tiranno che riporta in vita un nuovo,
indimenticabile protagonista della nostra storia antica: il siracusano Dionisio,
determinato ad affrontare la grande potenza di Cartagine in un duello all’ultimo sangue.
La rabbia per i massacri compiuti dai cartaginesi, lo sdegno per le debolezze del governo
democratico, le stragi, le congiure, la morte prematura della prima moglie e la successiva
bigamia sono scritte nelle pagine degli autori antichi. Il grande merito di Valerio
Massimo Manfredi è stato quello di aver saputo riprendere l’avventura drammatica ed
eroica del dittatore di Siracusa, riempiendo i buchi della storia e rischiarando le zone d’ombra.
Nessuno poteva farlo meglio di Valerio Massimo Manfredi che in questo romanzo regala
ai suoi lettori un nuovo straordinario protagonista. Coraggioso e visionario, terribile e indimenticabile.
Athena Barbera
Novembre 2009
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