Un uomo e una donna in montagna, in una casa isolata. Marina è
una giovane mamma in vacanza da sola insieme al suo bambino e al suo
disagio, in un piccolo paese delle Dolomiti. Lei ha un po' paura di
questo figlio con il quale sente di non riuscire a comunicare, teme
i suoi pianti, ma soprattutto è spaventata dai sentimenti all'apparenza
inconciliabili con cui suo figlio la obbliga a confrontarsi. Lui è
Manfred, una guida di montagna, arrabbiato con il mondo, ma soprattutto
con le donne: la moglie se ne è andata, non sopportando più
l'isolamento della montagna, ma prima ancora fu la madre ad andarsene
lasciando Manfred e i suoi due fratelli soli con il padre che li ha
cresciuti. Queste persone così diverse cominciano a guardarsi,
si osservano quasi con astio: è l'attrazione dell'uno verso
l'altra. Finché una notte il bambino ha un incidente in casa
e Manfred interviene salvandoli entrambi. Il piccolo dalle conseguenze
di una brutta caduta, la madre da se stessa. Da quella notte ognuno
dei due si mette sulle tracce dell'altro, si spiano, si odiano, si
cercano per darsi battaglia. E attraverso questo desiderio cominciano
a volersi in modo incontrollato. La montagna, terza protagonista,
domina i loro sentimenti dalla cima del gigante e li fa uscire allo
scoperto, dando carne e voce a un desiderio non ammesso a parole,
un desiderio di anime che rimane in sospeso fino a tanti anni dopo,
quando la donna tornerà a cercarlo. Quando
la notte, l'ultimo libro di Cristina Comencini,
è un romanzo sull'amore, quello totale, doloroso, ancestrale,
capace di svelare il lato oscuro del sentimento materno e quello ancora
più impenetrabile che parla la lingua del desiderio.
L'autrice
Figlia del regista Luigi e sorella di Francesca, che ha portato
in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia Lo
spazio bianco, tratto dall'omonimo romanzo di Valeria Parrella,
Cristina Comencini è a sua volta regista (citiamo solo Va'
dove ti porta il cuore, trasposizione cinematografica del
bestseller di Susanna
Tamaro), sceneggiatrice e scrittrice di romanzi che spesso
diventano film, diretti da lei. È il caso di La
bestia del cuore, la cui trasposizione cinematografica
è stata candidata come migliore film straniero agli Oscar
del 2006, da tutti considerato la sua opera migliore. Un romanzo
che, ancora una volta, scava sui lati oscuri del sentimento, su
un segreto indicibile, su un equilibrio di vita faticosamente costruito
che si frantuma di colpo quando Sabina, la protagonista, deve fare
i conti con la maternità. Nelle parole della stessa autrice
e regista: "La bestia nel cuore parla (
) di dolori che
ci portiamo dentro e non trovano forma verbale, di sogni che sconvolgono
le nostre notti, dell'essere umano sommerso che cerchiamo di evitare
per paura. E parla della verità, che porta con sé
una strada nuova, che s'apre all'improvviso e che non avevamo visto
in precedenza". Un nuovo cammino, il modo di vivere una vita
completa, compiuta, non più soffocata dal pesante velo del
passato. Così è ne L'Illusione
del bene, finalista allo Strega 2008, in cui il protagonista
è un uomo, Mario. Malinconico, svuotato, deluso, Mario ripercorre
la sua vita privata e quella della militanza politica di sinistra,
trovandosi costretto a rivedere le sue posizioni. Ma è solo
grazie all'amore, quello per Sonia, una giovane musicista russa
emigrata, che Mario riuscirà a compiere un viaggio interiore
alla ricerca delle ragioni della propria ideologia, facendo i conti
con realtà sconosciute e dolorose, abissi di infelicità,
che lo coinvolgono emotivamente fino alla catarsi finale.
Che si tratti di romanzi o film è il legame d'amore in ogni
sua declinazione, il vero protagonista delle opere di Cristina Comencini,
una passione di fondo che ben si rivela in Il
cappotto del turco, suo terzo romanzo, che esplora il terreno
opaco e delicato della sorellanza, dei fili che legano contraddittoriamente
la vita delle donne: la famiglia, gli amori, la maternità.
E ancora del rapporto tra donne ci parla in Matrioska,
un bellissimo romanzo sulla complicità femminile, e in Due
partite, recentissima piece teatrale, film e romanzo in
due atti nel quale, tra comicità ed emozioni, è il
confronto a distanza tra due generazioni legate tra loro dal rapporto
madre-figlia a dare il via ad un'accurata analisi dell'universo
femminile.
Athena Barbera
Ottobre 2009 |
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