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"Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire".
Paulo Coelho
Scrivere è, per molti autori, la materializzazione di un sogno.
Per Paulo Coelho, per usare un’espressione tratta da L’Alchimista,
il libro che lo ha reso celebre a milioni di lettori in tutto il mondo,
è stato il compimento della sua “Leggenda Personale”: l’aver trovato la propria strada nella vita.
La prima consapevolezza della propria vocazione letteraria Coelho la percepisce del resto fin da bambino,
quando, restio alle ferree regole dell’istituto religioso che frequenta,
trova come unica consolazione quella di comporre versi; e già in quel
periodo arriva il primo significativo riconoscimento: il giovane Paulo
vince un concorso poetico scolastico. Come tutte le strade, però, anche
quella del futuro scrittore è in salita e lastricata di difficoltà.
La famiglia ha per Paulo progetti ben determinati e lo avvia agli studi
tecnici perché diventi ingegnere. Il carattere del ragazzo è alquanto
ostinato e il suo dissenso si manifesta ben presto in un atteggiamento
apertamente ribelle rispetto alle rigide convenzioni impostegli:
il padre giunge addirittura a temere che il figlio sia affetto da un
pericoloso squilibrio mentale e lo fa ricoverare (per ben tre volte)
in un ospedale psichiatrico dove subisce una serie di trattamenti di elettrochoc.
Coelho rievocherà questa dolorosa esperienza a oltre trent’anni di
distanza nel romanzo Veronika decide di morire, storia di una giovane ragazza
che finisce in una clinica psichiatrica dopo un fallito tentativo di suicidio
e che paradossalmente solo in quel luogo di alienazione riuscirà, soprattutto
grazie alla scoperta di se stessa, a trovare la forza e la volontà di vivere.
La vera svolta personale e professionale di Paulo Coelho avviene nel 1979 quando si sposa con
Christina Oiticica, con la quale compie una serie di viaggi in Europa,
ma soprattutto il pellegrinaggio a Santiago di Compostela. Intrapreso nel 1986,
questo viaggio segnerà per sempre la vita di Coelho: al suo ritorno Paulo si dedica
infatti alla scrittura e compone quello che diventerà il suo primo successo.
Il cammino di Santiago è un perfetto ibrido tra il romanzo d’avventura e l’apologo morale:
il racconto dell’itinerario effettivamente compiuto diviene metafora del cammino che ciascuno
deve compiere, superando ostacoli e impedimenti, per giungere a scoprire la propria strada nel mondo.
L’anno seguente grazie a L’Alchimista, il suo libro di maggior successo e a
Brida, pubblicato in seguito, che narra l'iniziazione di una ragazza al mondo
della magia attraverso diverse tradizioni esoteriche, Coelho raggiunge la notorietà internazionale.
Anche in Italia conquista rapidamente milioni di lettori ricevendo importanti riconoscimenti come il Grinzane-Cavour e il Flaiano.
L’ex giovane ribelle ha ormai trovato la sua strada e non l’abbandonerà più.
Ogni nuova pubblicazione è una conferma dell’inestimabile affetto che i lettori di
tutto il mondo gli tributano: sia quando l’autore brasiliano prosegue sulla via della narrativa,
come in Monte Cinque,
Il Diavolo e la Signorina Prym,
La strega di Portobello, o
Undici minuti -
una riflessione sul ruolo che amore e sesso possono svolgere nella conoscenza di sé e degli altri -
sia quando si dedica più esplicitamente alla riflessione esistenziale, come nelle raccolte
Manuale del guerriero della luce e
Life. Aforismi sulla vita.
I suoi detrattori lo accusano di trasmettere messaggi troppo banali, ma sta di fatto che
Paulo Coelho possiede la grande dote di raggiungere il cuore della gente anche grazie a
una scrittura semplice ma altamente evocativa.
Il suo ultimo romanzo, Il vincitore è solo,
torna ai grandi temi di Undici minuti e Lo Zahir, regalandoci una storia avvincente e ricca di tensione,
specchio del mondo in cui viviamo, dove la ricerca del lusso e del successo a tutti i costi
spesso impedisce di ascoltare quello che ci sussurra il nostro cuore.
Athena Barbera
settembre 2009 |
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