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"Non siamo
come tutti gli altri animali e non possiamo vivere una vita solo materiale e
calata nella realtà. Così abbiamo inventato una seconda realtà,
simile ma non identica alla nostra, in cui fuggiamo per affrontare questi pericoli".
Fred Vargas
L'Autrice Una
realtà simile alla nostra ma non identica, una dimensione parallela
che ci accoglie come
fuggiaschi… con queste parole Fred Vargas definisce l'umana necessità di
creare qualsiasi forma d'arte, dalla pittura - di cui si occupa con successo
la sorella gemella Jo Vargas - alla scrittura, prerogativa di Fred, che nasce
Frédérique Audouin-Rouzeau nel giugno del 1957 a Parigi. Lo pseudonimo
Vargas è un omaggio ad Ava Gardner che nel film La
contessa scalza interpreta appunto Maria Vargas, giovane ballerina spagnola
che si esibisce in un locale di terz'ordine di Madrid. Cosa ha a che fare tutto
questo con una delle più amate scrittrici francesi contemporanee? Poco
o nulla sembrerebbe, anche perché le notizie sulla Vargas sono piuttosto
scarne, come se lei per prima applicasse anche alla sua vita quelle regole che
le sono così care nella letteratura. Le sue opere sono prive di particolari
realistici e del suo commissario Adamsberg, sicuramente uno dei detective di
carta più originali, non conosciamo neppure un dettaglio di vita quotidiana.
Perché, come lei stessa dichiara: “Nella vita reale amo vestiti,
firme e negozi. Ma non nei romanzi. Diventerebbero troppo precisi”. Medievalista
e zooarcheologa di professione, Fred Vargas ama il risvolto mitico di ogni letteratura,
quella peculiarità che solo le storie hanno di occuparsi dei pericoli
che più ci spaventano, attraverso un viaggio di carta in cui in lettore
si confronta con gli errori dell'umanità, per poi rientrare, sano e salvo,
nei propri panni.
Il successo
Dalla Francia, dove i suoi romanzi da anni sono un caso editoriale, all'Italia,
dove tra i suoi fan troviamo Carlo Lucarelli e Marcello Fois, Fred Vargas riesce
ad incantare ogni tipo di lettore attraverso una scrittura, ironica, avvolgente
e sempre impeccabile, unita alla capacità di costruire trame che prendono
per mano il lettore e non lo abbandonano fino all'ultima pagina. Ma, al di là della “sonorità” delle
parole che sono per la Vargas il primo ambito di ricerca, il suo successo è soprattutto
dovuto al peculiare commissario Jean-Baptiste Adamsberg che fa il suo esordio
ne L'uomo dei cerchi azzurri.
Jean-Baptiste Adamsberg
Non è un eroe dal fiuto infallibile, né un feroce cacciatore di
indizi. Adamsberg è piuttosto uno “spalatore di nuvole”,
un uomo svagato che ama zigzagare con la mente per sciogliere gli enigmi che
incontra nel suo lavoro di poliziotto parigino. Con lui, nello stesso romanzo,
fa il suo ingresso anche l'antagonista, il coltissimo, iperrazionalista e pieno
di complessi ispettore Danglard. Umanamente fragilissimo e molto portato alla
deduzione razionale, Danglard diventa subito necessario ad Adamsberg, che sembra
inseguire all'opposto solo le proprie intuizioni, fino a trascurare le regole
di base dell'investigazione. Anche se molto spesso è proprio la grande
sensibilità del commissario, uomo lento e riflessivo, ad essere determinante
nella soluzione di casi intricati e apparentemente irrisolvibili che talvolta
lo lasciano incredulo e smarrito.
I libri
Così è Nei boschi
eterni, sorretto da un diabolico intreccio che chiama in causa fantasmi
ed infermiere assassine, o Sotto
i venti di Nettuno nel quale Adamsberg si trova alle prese con un assassino
che ritorna dal passato: un serial killer che uccide le sue vittime con tre
ferite di arma da taglio. E se ne L'uomo
a rovescio la figura mitica di un lupo gigantesco a trascinare il commissario
tra i monti della Provenza, in Un
luogo incerto la Vargas flirta con il gotico e con la tradizione horror
all'interno di un romanzo ricco di humour, erudizione e fantasia che si spinge
da Parigi a Londra, fino alla Serbia sulla pista di un caso reale di vampirismo
in un'inchiesta complessa e formidabile. Tutti i titoli di Fred Vargas
Athena Barbera
Aprile 2009 |
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