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Anno del Signore 1205. Padre Vivien de Narbonne viene braccato da un manipolo di cavalieri che indossano strane maschere. Il monaco possiede un libro molto prezioso, che non vuole cedere agli inseguitori. Tentando di fuggire, precipita in un burrone. Tredici anni dopo Ignazio da Toledo, di ritorno da un esilio in Terrasanta, viene convocato a Venezia da un facoltoso patrizio per compiere una missione: dovrà recuperare un libro molto raro intitolato "Uter Ventorum", lo stesso libro posseduto da Vivien. Il manoscritto in questione conterrebbe precetti derivati dalla cultura talismanica caldaico-persiana e sembrerebbe in grado di evocare gli angeli, per poter partecipare della loro sapienza. Ignazio si metterà alla ricerca del libro, che secondo le indicazioni è tenuto in custodia nella Chiusa di San Michele presso Torino. Ma alla Chiusa di San Michele, anziché trovare il libro, Ignazio si imbatte in un mistero: l'"Uter Ventorum" è stato smembrato in quattro parti nascoste in Linguadoca e in Castiglia. La curiosità di scoprire il contenuto di quelle pagine lo sprona a proseguire nella ricerca, nonostante il pericolo. Riuscirà svelare tutti gli enigmi che il libro contiene e a evocare gli angeli e la loro sapienza?
15/05/2012
Con che coraggio l'editore paragona questo libro a Eco o Follett è un mistero. Non è un libro. E' un racconto (provate a togliere tutti gli spazi dilatati e rimangono ben poche pagine) molto povero da un punto di vista letterario. Potenzialmente interessante se l'autore avesse saputo scrivere ed avesse qualcosa in più nel cuore. La trama poteva essere ampiamente sviluppata, e al posto di piazzare qualche dotto termine in corsivo poteva informarsi meglio dal punto di vista storico e raccontarlo. Per chi è abituato a leggere romanzi storici, questo libro (faticosamente letto fino alla fine) è quanto di più deprimente (rispetto alle decantate meraviglie dell'editore) sia stato pubblicato e mi conferma (Eco a parte) la scarsa capacità degli autori italiani in questo specifico settore.
08/03/2012
Ho comprato il libro per caso,non sapevo ne della pubblicità fatta ne delle aspettative che creava.Personalmente ho gradito questo libro,certo nulla di superlativo ma comunque un bel testo con il quale passare qualche ora di avvincente lettura;forse il finale è un po tirato via ma molto megli di tanti altri libri sul genere che si trovano in commercio oggi...
19/01/2012
Enigmatico come il Nome della Rosa? Enigmatici sono solo i motivi che hanno portato alla pubblicazione di questo libro. Non leggetelo!
17/11/2011
Trama confusa, una vera ricerca del niente in tutti i sensi. Vorrei sapere che libro hanno letto i critici per parlarne bene.
16/11/2011
Avevo molto sentito parlare di questo libro, ma è stata una delusione.lla prosa è infantile, i personaggi privi di qualsiasi spessore. da perdere!
10/11/2011
L'attesa, dopo la tanta pubblicità, era tanta e dal mio punto di vista è stata delusa. Il libro si legge bene, scorrevole e con capitoli brevi. Ma non mi ha coinvolto più di tanto. Poi tutta questa attesa per il libro...
22/10/2011
Dopo aver tanto sentito parlare del grande successo di vendite de Il mercante dei libri maledetti ho deciso che era arrivato il momento di dare un'occhiata. Complice il tanto parlare, la mia passione per i thriller storici e la copertina ammiccante eccomi qui a commentare questo romanzo. Il romanzo è ambientato nel Medioevo ed è il primo di una trilogia (ma si legge bene singolarmente perché ogni libro ha un inizio e una fine) che vede protagonista Ignazio da Toledo, un mercante di reliquie disposto anche ad ingannare se questo può essergli utile. Niente da eccepire sul contesto storico che per quel che riguarda città ed eventi sono frutto di una curata documentazione. L'autore è riuscito ad amalgamare bene realtà e finzione senza appesantire il romanzo. I punti di vista sono molteplici ma non disturbano il lettore, ritmo veloce, capitoli brevi, uno stile senza dubbio scorrevole, coinvolgente ed un linguaggio semplice. Alcuni personaggi hanno una caratterizzazione non completamente sviluppata come è accaduto per Slawnik (non svelo altro per non rovinare la lettura) prefendo invece l'azione e i colpi di scena come quello che riguarda Uberto (per quasi tutto il libro il lettore si chiede per quale motivo si unisce ai due uomini non avendo alcuna esperienza e non aiutando nella risoluzione degli indovinelli ed invece ecco che nelle ultime pagine viene svelato il mistero). Per quanto riguarda il finale (mi riferisco alla ricerca dell'Uter Ventorum) io sono soddisfatta anche se non ho scoperto una verità sconvolgente come qualcuno invece si aspettava. Un libro che si legge tutto d'un fiato.
16/10/2011
Solo l'ultimo di una lunga serie di (ormai) noiosi gialli medievali. E purtroppo il peggiore dal punto di vista della prosa. Con tutta la buona volontà, illeggibile.

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