"Volevo verificare sul terreno - dalla prospettiva degli iracheni - se gli argomenti per condannare l'intervento militare continuavano a risultare altrettanto convincenti come quando avevo riflettuto in astratto sulla questione, lontano dalla scena dei fatti, in Europa".
A caldo, appena pochi giorni dopo la rimozione di Saddam Hussein, un inconsueto reporter, il narratore Mario Vargas Llosa, si mette in viaggio per l'Iraq. Il paese è travolto dalle devastazioni ma insieme è percorso dall'ottimismo sul futuro, dall'entusiasmo per la libertà riacquistata e per l'illusione di poter tornare a vivere una storia 'normale'. L'esperienza sarà profonda, di quelle che lasciano tracce nella memoria e nella coscienza. Il ricordo degli orrori perpetrati dal regime di Hussein, i danni al patrimonio storico e culturale di quell'antichissimo paese (dove è nata la scrittura e dove è stata redatta la prima raccolta di leggi, il codice di Hammurabi), l'immensa umanità delle persone, quelle della classe umile e quelle dei ceti alti, sono ingredienti del vissuto quotidiano dell'autore in Iraq. Da giornalista, Vargas Llosa interrogherà anche i protagonisti dell'iniziata transizione, compreso il 'viceré', Paul Bremer. Gli interrogativi iniziali troveranno la loro risposta, e insieme questo reportage servirà - oggi - a indicare risposte agli interrogativi del devastante dopo-Hussein.
Con quattro allegati.

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