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In questa raccolta di scritti, che abbraccia un intero ventennio, Pietro Ingrao esplora le forme e i significati nuovi che ha assunto la politica. Prima di tutto in Occidente, a partire da quando, circa nella metà degli anni Ottanta, è crollato l'incerto equilibrio sorto tra le due superpotenze- Usa e Urss- con la fine della Seconda guerra mondiale. Il volume propone una lettura delle mutazioni avvenute nell'agire politico e dei nessi che legano la politica alla guerra, declinando le vicende italiane con gli scenari mondiali articolatisi a partire dalla fine dell'ordine bipolare. Soprattutto scruta il paradosso per cui- proprio quando finisce la 'guerra fredda' e cade nella polvere la possibilità di un attacco militare dall''Est rosso'- sorge una nuova legittimazione della guerra. Indaga infine le forme con cui si definiscono oggi le nuove gerarchie della politica, di fronte alla crisi clamorosa non solo dell'Onu, ma delle stesse strutture dell'atlantismo. Tutto ciò alla ricerca di un tracciato che aiuti a comprendere non solo gli amari esiti che abbiamo incontrato in quest'avvio sanguinoso del secolo nuovo, ma anche i percorsi possibili (e complicati) di un nuovo pacifismo del terzo millennio.
Introduzione.
Capitolo primo: Mutamenti di fase e crisi del sistema;
Capitolo secondo: La 'questione democratica';
Capitolo terzo: Contro la riduzione della politica a guerra;
Capitolo quarto: Perché sono contro la guerra;
Capitolo quinto: Conversazione sotto un cielo di piombo. Intervista di Rossana Rossanda;
Capitolo sesto: Attualità dell'articolo 11: l'Italia ripudia la Costituzione?;
Capitolo settimo: Fortuna e problemi della 'guerra celeste';
Capitolo ottavo: Le guerre contemporanee;
Capitolo nono: La guerra sospesa. Intervista di Luciana Castellina.
