"Le forme della lontananza" riavvicina la letteratura colta alle forme di espressione popolare, il romanzo alla fiaba, il "grande stile" della lirica novecentesca ai canti e allo spettacolo del mondo contadino. Nella prima parte Gian Luigi Beccaria esplora esempi contemporanei di letteratura colta che hanno riannodato classicità e realismo: Pavese, Fenoglio, Saba, Caproni. Nell'ultima si concentra sul "piccolo" grande stile dell'espressività popolare: canto, fiaba, teatro. Nella parte centrale prendono rilievo gli scrittori della perplessità: Pascoli, Gozzano, Govoni, Zanzotto. Nell'insieme il libro è dedicato alle strutture "forti" della letteratura, a testi che in varie modalità sono scritti o eseguiti per restare.

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