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In una zona imprecisata dell'Africa, uno studente torna nella sua isola natale per la cerimonia funebre del nonno Mariano, suo omonimo. Ma il vecchio patriarca non è ancora defunto: si trova imprigionato in uno stato molto prossimo alla morte. Tornato nella casa di famiglia, che aveva abbandonato per studiare in città, il ragazzo viene visitato da strane apparizioni, messaggi sotto forma di lettere che arrivano da una zona di frontiera tra la vita e la morte e sono portatrici di una forte spiritualità. Nel mutevole avvicendarsi di profezie e miti fantastici, il giovane Mariano riscopre poco a poco il senso del fluire degli eventi e delle vite, il passato della sua famiglia e della sua isola: un passato fatto di amori perduti, di passioni segrete, di conflitti tra fratelli e di omicidi. Vite di donne e di uomini che muoiono e rinascono per compiere e trovare il loro autentico significato solo nel fiume del tempo e della memoria.
Grazie alla sua scrittura originalissima, e a una voce ironica, ricca di invenzioni e di cadenze della tradizione orale, Mia Couto conduce il lettore in un universo dove si confrontano la realtà e l'irrealtà, il razionale e l'irrazionale; e all'interno di questa cornice magico-folclorica, le vicende del romanzo offrono una felice trasposizione fantastica della realtà africana.
