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Il libro ripercorre la storia della meccanica quantistica, focalizzando l'attenzione sulla sua interpretazione, sulle obiezioni di Einstein e sul dibattito che esse suscitarono. Einstein era strenuamente convinto che la nuova teoria non fornisse una descrizione diretta della realtà. L'analisi delle sue considerazioni permette di vedere sotto una nuova luce le caratteristiche non intuitive della meccanica quantistica. Partendo da due aspetti centrali dello sviluppo della fisica, la ricerca dei costituenti fondamentali dell'Universo da una parte e la comprensione delle leggi che ne governano il moto dall'altra, l'autore mette in evidenza come, con il passare del tempo, si siano raggiunti livelli sempre maggiori di astrazione e come ci sia stato un progressivo distacco dalla nozione intuitiva di realtà. Già le leggi del moto di Newton avevano guadagnato generalità e potere concettuale sacrificando il contatto diretto e intuitivo con l'esperienza reale. La frattura con la descrizione della realtà diviene profonda e definitiva duecentocinquanta anni dopo Newton, con l'ingresso sulla scena della meccanica quantistica. Prefazione di Giulio Peruzzi.
06/08/2011
Il libro pur essendo diretto ad un pubblico di addetti ai lavori, oppure studiosi della materia o di chiunque sia appassionato all'argomento, rappresenta, tuttavia, una fantastica carrellata dalla nascita della meccanica quantistica fino alle ultime ipotesi, affrontando e confrontando lle varie teorie contrastanti, in primis quella di Einstein. Lo scritto scorre veloce e con pochi tecnicismi o formule. L'autore Roger J. Newton è di per sè una garanzia.

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