Spedito in 2 giorni lavorativi
Vuoi regalare questo prodotto ? Scopri come!
Una delle novità significative di questi ultimi decenni è stata il riavvicinamento della filosofia 'europeo-continentale' con quella 'anglo-americana', sulla base della messa in luce di radici e problematiche comuni. Su questa via si muove la proposta teorica di Richard Rorty, filosofo di formazione analitica, profondamente legato alla tradizione intellettuale americana, ma anche molto sensibile ai risultati del pensiero esistenzialistico ed ermeneutico europeo. Rorty definisce la propria posizione attraversando criticamente la filosofia analitica, che egli discute e, alla fine, 'confuta', sia mettendone in luce intime difficoltà e contraddizioni, sia richiamandosi ai contenuti pragmatistici della tradizione americana, in base ai quali diventa chiaro che la filosofia analitica è ancora una versione, la più aggiornata, della concezione metafisica del pensiero. Alla filosofia come 'epistemologia', cioè come critica della conoscenza che ritiene di poter fornire le garanzie di un rispecchiamento corretto della natura, deve sostituirsi una filosofia 'ermeneutica', la quale riconosce la storicità dei paradigmi - linguistici, scientifici, culturali - entro i quali il mondo ci appare, e che fa risiedere il proprio senso nell'arricchimento e nel rinnovamento di questi paradigmi, pensando l'esistenza più in termini poetici e morali che non conoscitivi e 'fondativi'. Nota introduttiva di Diego Marconi e Gianni Vattimo.
